Presentazione del progetto – versione integrale

| 24 luglio 2013

Teatro Metastasio Stabile della Toscana / Contemporanea Festival
L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino

con il patrocinio di
Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

con il sostegno di
Regione Toscana, Regione Emilia-Romagna

con la collaborazione di
Il Tamburo di Kattrin


Nobiltà e miseria
presente e futuro delle residenze creative in Italia

Sabato 12 ottobre, Teatro Magnolfi, Prato
Incontro pubblico I TEATRI DELLE RESIDENZE: QUATTRO PROSPETTIVE

 


Componenti, articolazioni e finalità dell’iniziativa

Motivazioni
Seminario
Incontro pubblico
Osservatorio delle Istituzioni
Osservatorio critico
Documentazione


>> Prologo e motivazioni

Da luglio a settembre, gli artisti e gli operatori della scena contemporanea, in rappresentanza delle differenti geografie e progetti in corso d’opera, saranno invitati a elaborare una riflessione sui concetti e le pratiche delle residenze in Italia.

La ricognizione inizierà dai “titolari” (enti pubblici e privati; operatori e compagnie) delle strutture e dei progetti di residenza: esperienze consolidate e percorsi di lavoro ancora da costruire o immaginare.
Per comprendere la complessità del panorama – le diverse caratteristiche dei progetti: luoghi e tempi di lavoro; gli ambienti e le comunità di riferimento: le culture del paesaggio e il rapporto con il pubblico; la nascita delle esperienze: le vocazioni degli artisti e le scelte delle amministrazioni – crediamo che sia importante, da una parte analizzare le motivazioni e il ruolo degli enti pubblici e privati (bandi, convenzioni, criteri di valutazione), dall’altra i progetti e le pratiche degli artisti e degli operatori: strutture e progetti promossi/assegnati dagli enti in convenzione con gli operatori e le compagnie; strutture e progetti definiti inizialmente dagli operatori e/o dagli artisti poi gestiti in collaborazione e in convenzione con gli enti pubblici e privati; strutture e progetti gestiti e organizzati autonomamente dagli operatori e/o dagli artisti senza il contributo e la collaborazione degli enti pubblici e privati.

Parallelamente, si passerà agli “attori” che sono stati e che sono ospitati nelle strutture di residenza, diretti e gestiti da altri (istituzioni, compagnie e operatori), per sperimentare attività di studio, ricerca, prove e produzione di nuove opere; altro.
Dalla parte degli artisti, sarà essenziale comprendere le differenti esigenze artistiche e organizzative che determinano il desiderio e/o il bisogno di residenza, di residenzialità, di permanenza temporanea nelle nature e nelle culture delle residenze.

Come per i titolari, anche per gli attori (nelle relazioni e nei dialoghi fra attori e titolari, e viceversa) occorre forse partire dalle attuali condizioni di lavoro per comprendere le differenti motivazioni degli artisti e delle compagnie a definire progetti e periodi di residenza: ricerca e sperimentazione di nuovi percorsi creativi; stabilità e innovazione dei contenuti e dei linguaggi espressivi; relazioni vitali fra gli artisti; sostegno alle nuove generazioni; gestione e programmazione degli spazi; valorizzazione delle specificità del territorio; rapporto con il pubblico.

Fra le possibili costanti e variabili delle residenze, crediamo che sia indispensabile sviluppare questo primo confronto partendo da due questioni comuni a molti artisti e organizzatori, titolari e attori delle residenze creative: la centralità del processo creativo; la qualità dei tempi e degli spazi necessari alla ricerca e alla produzione.
Vale a dire, soprattutto, concentrarsi sulla continuità e la frammentarietà dei progetti e delle opere; la stabilità e il nomadismo degli artisti.
Interrogativi che riflettono da sempre gli stati d’animo, le azioni dei singoli e la scena collettiva del tempo presente: prima, durante e dopo la novità delle residenze creative.
Un’altra questione importante per la riflessione e la comprensione attorno alle residenze, potrebbe essere quella di entrare nel merito delle sostenibili o insostenibili vocazioni artistiche e organizzative da cui nascono, e crescono, i progetti di residenza, e come queste si rapportano o si adeguano alle scelte amministrative degli enti pubblici.
Come sempre, le questioni da affrontare sono assai complesse e complicate da risolvere, e solo alcune di esse, forse, potranno essere considerate nei capitoli delle residenze.

Alle istituzioni, agli artisti e agli operatori, ai titolari e agli attori, chiediamo di scrivere due/tre cartelle per sintetizzare il loro punto di osservazione, la teoria e la pratica delle proprie esperienze, singolari e plurali.
Ad alcuni osservatori esterni chiediamo di riflettere in particolare sulle criticità delle residenze in relazione alle anomalie del sistema teatrale italiano.

Proponiamo, per tutti, che il comune denominatore sia quello di tracciare dei ponti di collegamento fra il presente e il futuro, lo stato dei lavori e le trasformazioni del domani: ciò che si può già immaginare e desiderare, ciò che ancora non è dato di sapere e si nasconde alla vista.
Proponiamo, infine, che le riflessioni scritte per il Prologo – fondamentali per la buona riuscita del Seminario e dell’Incontro – non siano solo il racconto delle pratiche, ma che, partendo proprio dalle differenti e concrete esperienze in atto o dalle ipotesi di nuovi modelli di residenza, contengano anche un’analisi degli elementi costitutivi e fondanti dei progetti di residenza e, più in generale, dei luoghi per la creazione e la produzione.

La nobiltà e la miseria, di cui recita il titolo dell’iniziativa, sono solo il pretesto per comprendere – ancora e di nuovo – il delicato e precario equilibrio (le contraddizioni) dei desideri e delle necessità, suddivisi fra esigenze amministrative e organizzazione del territorio, ragioni e sentimenti degli artisti e degli operatori, insieme. Vale a dire, in questo contesto, comprendere le differenti interpretazioni delle teorie e delle pratiche di residenza in relazione alle storie e alle geografie, le specificità dei territori regionali, ai pensieri e alle poetiche degli artisti, soprattutto.
In altri termini, definire una progettualità in continua evoluzione che tenga conto delle profonde e vitali relazioni fra la cultura dei luoghi e la natura dei progetti, per esempio; le urgenze degli artisti e la loro (in)adattabilità alle esigenze di politica culturale delle istituzioni.
Forse, l’esame di questi elementi, e delle loro contraddizioni, potrebbe essere importante per comprendere le necessità e le vocazioni delle residenze: residenze creative, residenze artistiche, residenze di radicamento, residenze organizzative, occupazione di strutture e teatri, spazi per le prove, stabilità leggere; altro.
Aldilà delle definizioni e delle possibili incomprensioni, con altro s’intendono soprattutto quelle esperienze in atto contrassegnate dalle sinergie e dalle complementarietà fra lavoro artistico e organizzativo.

La nobiltà e la miseria, quindi, potrebbero essere intese anche come le condizioni di lavoro acquisite (politiche, artistiche, organizzative) che permettono di realizzare in tutto o in parte le progettualità desiderate; oppure la realizzazione di residenze in assenza delle necessarie e vitali risorse per determinare in tutto o in parte delle valide e qualificate esperienze, aldilà delle possibili e differenti interpretazioni.

Per sviluppare un confronto costruttivo, riepiloghiamo alcune costanti/variabili che più di altre possono determinare la complessità e allo stesso tempo l’unicità delle residenze e dei luoghi preposti alla creazione:

– favorire le relazioni e il confronto fra gli artisti
– sostenere il rinnovamento della scena del presente e l’affermazione delle nuove generazioni
– sostenere la centralità del processo creativo per lo studio, la ricerca e la produzione di nuove opere contemporanee
– comprendere la formazione degli artisti, degli operatori e del pubblico come un processo aperto e permanente, in continua trasformazione
– comprendere la necessità della cultura del laboratorio come parte essenziale, vitale, della contemporaneità
– comprendere le specificità dei luoghi e le culture del paesaggio che interagiscono e caratterizzano la natura dei progetti
– comprendere il patrimonio dell’ambiente e la comunità di riferimento
– comprendere l’organizzazione di spettacoli e la valorizzazione spazi
– immaginare e costruire un nuovo rapporto con il pubblico

In sintesi.
>> Interrogativi per comprendere e approfondire l’importanza delle residenze, e in particolare delle residenze creative, intese come botteghe d’arte per il nutrimento dei processi creativi e produttivi, singolari e plurali.

>> Interrogativi per comprendere le relazioni fra gli artisti, gli operatori e il pubblico (la comunità di appartenenza), che si possono determinare nei progetti di residenza, attraverso pratiche condivise di conoscenza e di formazione degli artisti e degli spettatori, insieme.

>> Interrogativi per comprendere le relazioni e la complementarietà fra il lavoro artistico e quello organizzativo, che sono alla base di alcune esperienze (generazionali) regionali che hanno avuto la forza di associare gli artisti con visioni condivise per la produzione, la promozione, l’ospitalità e l’organizzazione di spettacoli e rassegne.

>> Interrogativi per sviluppare un confronto fra le istituzioni, gli artisti e gli operatori per condividere alcuni principi fondamentali e costitutivi delle residenze.

In altre parole.
La novità, in Italia, delle residenze è ancora una materia incandescente, difficile da nominare, raccontare, interpretare e restituire ad altri, siano essi istituzioni, artisti e operatori.
Il filo rosso che le attraversa sembra essere la facoltà di intendere e combinare le migliori soluzioni possibili, passando dal riconoscimento delle vocazioni e delle priorità, al calcolo delle probabilità e del consenso.
Altri fili e altri nodi della complicata matassa delle residenze, possono essere: storicizzazione dei contesti regionali (dall’inizio del decentramento culturale ai giorni nostri) e attuali scelte di politica culturale delle amministrazioni; le azioni e le reazioni degli artisti in relazione alla crisi del mercato e alle difficoltà di circuitazione degli spettacoli.

Anche per queste ragioni, forse, le carte d’identità e l’autocertificazione delle differenti modalità di organizzazione delle residenze mutano di continuo e si posizionano nel variegato panorama del teatro italiano, perennemente in crisi e costantemente alla ricerca di nuove soluzioni da adottare e, possibilmente, da personalizzare.

Il nostro intento è quello di costruire un confronto costruttivo, senza la pretesa di essere esaustivo e indicare dei modelli di riferimento, delle teorie e delle pratiche migliori di altre.

Per queste ragioni e per queste contraddizioni, forse, non può esistere un unico modello, un paradigma di residenza tout court !?
L’affermazione e l’interrogativo procedono di pari passo, ed entrambi sono e saranno indispensabili per provocare di continuo nuove e altre domande.

In questo percorso di approfondimento e di confronto fra le diverse esperienze di residenza, poniamo ugualmente un interrogativo, una provocazione: è possibile definire (per tutti) che cos’è una residenza creativa?

Si pronuncia residenza.
Si dice residenza.

Possibilità e impossibilità delle residenze creative.
Sostenibilità e insostenibilità delle residenze creative.
Diritti e doveri delle residenze creative.

Che cos’è una residenza creativa, oggi?
Che cosa non può essere una residenza creativa, oggi?
Che cosa può divenire una residenza creativa, domani?

 

>> Seminario

Al seminario saranno invitati artisti, operatori, studiosi.
I partecipanti al seminario avranno il compito di sviluppare le principali questioni delle residenze e introdurre l’incontro pubblico con alcune relazioni.

Ipotesi di argomenti da approfondire:
– analisi e storicizzazione della realtà europea
– analisi e storicizzazione della realtà italiana
– possibili definizioni e pratiche di residenze in Italia, oggi
– rapporto fra privato e pubblico
– la scena del presente
– la scena del futuro

 

>> Incontro pubblico I TEATRI DELLE RESIDENZE: QUATTRO PROSPETTIVE
sabato 12 ottobre, dalle ore 10 alle ore 13; dalle ore 14.30 alle ore 18.00 al Teatro Magnolfi di Prato, via Gobetti 79

L’incontro pubblico sarà aperto a chiunque vorrà partecipare.
Ai partecipanti sarà consigliata la lettura dei documenti del Prologo che saranno pubblicati prima dell’incontro nazionale sui siti degli organizzatori.
L’incontro pubblico, condotto da Gerardo Guccini, prevede inizialmente una Breve storicizzazione delle residenze in Italia, una sintesi del Seminario e un momento di discussione e approfondimento attraverso la scelta di 4 temi curati dai 4 relatori Attilio ScarpelliniGraziano GrazianiAndrea Porcheddu e Emanuele Valenti, che possano attraversare il sistema delle residenze e diventare la base, di volta in volta, degli interventi del pubblico.

>> Osservatorio delle Istituzioni
Sarà composto dai responsabili del teatro e della danza del Mibact; i responsabili dello spettacolo dal vivo delle Regioni Toscana ed Emilia-Romagna; i rappresentanti di Comuni e Regioni che hanno già attivato, o che intendono farlo, progetti di residenze. Saranno presenti all’incontro del 12 ottobre: Onofrio Cutaia / Mibact Direzione generale spettacolo dal vivo – Dirigente Attività teatrali; Donatella Ferrante / Mibact Direzione generale spettacolo dal vivo – Dirigente Attività di Danza; Ilaria Fabbri / Responsabile Settore Spettacolo e Progetti speciali per la cultura Regione Toscana; Gianni Cottafavi / Responsabile Settore Spettacolo Regione Emilia-Romagna; Patrizio Cenacchi / Collaboratore ATER Osservatorio Regionale dello Spettacolo.


>> Osservatorio critico
Il seminario e l’incontro pubblico saranno seguiti, in particolare, dai redattori e dai critici di Il Tamburo di Kattrin. A loro sarà affidato il compito di curare i racconti dei protagonisti e di restituirli come tanti sguardi d’autore.


>> Documentazione
I contributi scritti per il Prologo saranno pubblicati, di volta in volta, sul sito di Il Tamburo di Kattrin, dando così la possibilità a chi parteciperà al seminario e all’incontro nazionale di conoscere le teorie e le pratiche delle residenze.
I lavori del seminario e dell’incontro nazionale potranno essere seguiti in tempo reale sul sito e poi pubblicati in un documento cartaceo.


Appuntamento successivo
All’incontro di Prato farà seguito un altro appuntamento (L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino, settembre 2014) per registrare lo sviluppo del primo confronto e mantenere viva l’attenzione sulle potenzialità delle residenze.

Progetto a cura di
Fabio Biondi / L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino (Rn)
info@arboreto.org

Edoardo Donatini / Contemporanea Festival – Teatro Metastasio Stabile della Toscana
edoardo.donatini@metastasio.it

Il progetto è stato condiviso da
– C.Re.S.Co. – Coordinamento delle Realtà della Scena Contemporanea
– Rete Anticorpi Emilia-Romagna – Rete di rassegne, festival e residenze creative
– PAiR – Performing Arts in Residence / Accademia Amiata Mutamenti, Grosseto

Per maggiori informazioni e approfondimenti:
segreteria operativa, comunicazione
Daria Balducelli
telefono fisso 0574 608521; telefono mobile: 349 3690407
promozione@contemporaneafestival.it

Il Tamburo di Kattrin
redazione@iltamburodikattrin.com

Il sito residenzecreative.iltamburodikattrin.com dedicato al progetto, si sta componendo giorno per giorno con i contributi del Prologo.

Category: Senza categoria

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