La residenza è il luogo – Raffaella Giordano

| 20 ottobre 2013

La residenza è il luogo

 

La residenza è il luogo.
Il luogo che accoglie il lavoro, il suo processo, il suo divenire.
Senza luogo è difficile procedere.
Il concetto di residenza, nel nostro paese, si è dipinto di mille ed anche ambigui significati.
Mi piacerebbe ripensarlo nella sua semplicità e nella sua funzione primaria.

I perimetri indefiniti, le frontiere porose, permettono che ciascuna cosa sia anche il suo contrario: la ritengo una forza ma, anche se trattata con ambiguità, una vera debolezza.
Due soggetti: “l’artista” e “il direttore”.
L’artista esiste anche nella sua impossibilità di agire.
Il direttore esiste, se ha un interlocutore che riempia di sostanza i contenitori di cui dispone.
Ci vuole rispetto.
Il direttore incontra, vede e sceglie, sceglie di sostenere un artista, espletando la sua funzione.
Gli offre la sua ospitalità, gli dice: «vieni, io posso offrirti questo, e quell’altro».
E gli domanda: «tu di cosa hai bisogno?»
L’artista risponde: «… un posto tranquillo dove depositare, lavorare, accudire la genesi. Un po’ di fiducia, un po’ di calma, un po’ di tempo, un po’ di spazio.
E poi qualche soldino, sì perché no».

La residenza è bene che offra il minimo necessario per vivere in quel tempo, non solo i servizi, letti, cucina, ma anche due lire.
È un piccolo investimento si può anche perdere.
Il direttore, a sua volta, gli espone i suoi di bisogni, le sue possibilità e necessità.
Si cerca un accordo, si parla, a pari merito, con chiarezza e, preferibilmente, non si lasciano zone oscure: patti chiari, amicizia lunga.
Superato il tempo degli accordi, ci siamo: l’invito è fatto.
Tutto il resto è a discrezione.

Raffaella Giordano
Associazione Sosta Palmizi

Raffaella Giordano
Si forma e lavora come interprete dal 1980 al 1984 con la coreografa Carolyn Carlson alla Fenice di Venezia, nel 1981 per un breve periodo danza al Wuppertal Tanztheater diretto da Pina Bausch e in seguito incontra la compagnia l’Esquisse di J.Bouvier R.Obadia a Parigi nel 1984.
Prima di approfondire la propria ricerca e dare vita a numerose opere riconosciute per la loro qualità e il loro coraggio, nel 1990 incontra e partecipa allo spettacolo Il muro di Pippo del Bono e collabora nel tempo con numerosi autori e registi.
Nel 1984 è cofondatrice del collettivo storico Sosta Palmizi e crea gli spettacoli Il Cortile 1985, Tufo 1986 e Perduti una notte 1989. Interprete di grande presenza scenica, dalla scrittura coreografica rigorosa e dal tratto inconfondibile, Raffaella Giordano debutta nel 1987 con la sua prima coreografia per sette danzatori, Ssst… e inizia a collaborare come coreografa per la Folkwang Hochschule di Essen in Germania, dove per l’omonima compagnia sotto la direzione di P. Bausch crea lo spettacolo Inuit e nuovamente nel 1995 lo spettacolo Il volto di Aria.
Nel 1999 con lo spettacolo La Notte trasfigurata e il Canto della Colomba su musiche di A. Schoenberg riceve per la seconda volta il Premio della critica Danza&Danza, quale migliore coreografa/interprete della nuova danza e il Premio Gardadanza come migliore spettacolo 1998. Nel 2000 le viene attribuito il Premio speciale UBU per lo spettacolo Quore. Dal 1986 ad oggi crea numerose opere corali e solistiche, fra le più significative; L’Azzurro Necessario 1992, I Forestieri 1992, Fiordalisi 1995, …et anima mea … 1996, La Notte trasfigurata e il Canto della colomba 1998, Quore, per un lavoro in divenire 1999, Per una stanza 2001, Senza Titolo 2002, Tu non mi perderai mai 2005, Cuocere Il mondo 2007. Nel 2010 collabora con Mario Martone nella creazione dei movimenti coreografici per le scene dell’incubo di Mazzini, nel film Noi credevamo.
Nel 2012 partecipa come interprete nel ruolo dell’angelo in Caino, opera registica di Cesare Ronconi sui testi di Mariangela Gualtieri. Nel 2012 Raffaella Giordano inizia un percorso coreografico con la danzatrice e coreografa Maria Muñoz codirettrice insieme a Pep Ramis della compagnia spagnola Mal Pelo a Girona. Il progetto sarà presentato nel mese di Novembre 2013, al Théâtre des Bernardines di Marsiglia, capitale della Cultura 2013.
Nell’autunno del 2013 partecipa alle riprese del film Il giovane favoloso regia di Mario Martone nel ruolo di Adelaide Antici, madre di Giacomo Leopardi, Palomar Rai 3.
Svolge un’intensa attività di formazione in Italia e all’estero e numerosi i suoi interventi in progetti di formazione anche nell’ambito del teatro. Dal 2009 al 2012 è ideatrice e direttrice artistica di “Scritture per la danza contemporanea” corso biennale per lo sviluppo e la sensibilizzazione delle arti corporee. Progetto sostenuto dal Teatro Stabile di Torino e l’Arboreto, Teatro Dimora di Mondaino, con la collaborazione dell’Associazione Sosta Palmizi e React! Residenze artistiche creative transdisciplinari e condiviso da Santarcangelo dei Teatri e Teatro Petrella di Longiano.
Nel 1994 emigra dal Piemonte alla Toscana, dove codirige insieme a Giorgio Rossi l’Associazione Sosta Palmizi operando con impegno allo sviluppo di un luogo di riferimento e di sostegno per la danza italiana, nell’ambito della contemporaneità.

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Category: PROLOGO

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