Campsirago Residenza e lo stato dell’arte nel nostro Paese – Michele Losi

| 6 ottobre 2013

Breve premessa storica su Campsirago Residenza 

Campsirago Residenza è una residenza artistica gestita da ScarlattineTeatro ed è uno dei poli principali dell’Associazione Être, la rete delle residenze teatrali lombarde.
Dopo 10 anni di festival, nel corso di 4 anni di attività come residenza, Campsirago ha coprodotto o sostenuto oltre 25 produzioni di 19 compagnie italiane e internazionali, anche al di fuori delle linee dei bandi proposti ogni due anni, mettendo a disposizione i propri spazi e le proprie competenze per progetti convincenti proposti da artisti che ne avevano bisogno. In cambio si chiede di lasciare una traccia del proprio passaggio a Campsirago. A volte una prova aperta, altre volte un laboratorio intensivo aperto agli abitanti del territorio, altre volte ancora un intervento nelle scuole. Perché una residenza si fonda nella propria relazione con un luogo e con chi lo abita.
Campsirago Residenza crede in un teatro fatto di ospitalità e di un lungo permanente di artisti e spettatori, in costante relazione con pubblico e paesaggio, comunità e territorio, con attenzione ai diversi linguaggi artistici.
È inoltre motore e propulsore di proposte artistico-culturali innovative, sempre in stretta relazione con le Amministrazioni locali e con tutti i soggetti più attivi sul territorio interessati al progetto.
Campsirago fa parte di un network informale, seppur molto strutturato, di residenze artistiche che a livello europeo co-progettano e si scambiano esperienze artistiche, artisti, tecnici e organizzatori.

Note e osservazioni sullo stato dell’arte nel nostro Paese

Pur rispettando il valore del convegno e della riflessione a cui sono stato invitato, non posso crederci fino in fondo. Sono oltre 7 anni che partecipo a convegni, discussioni, tavole rotonde, incontri carbonari, incontri pubblici, incontri per sottoscrivere protocolli, riunioni per definire strategie nei confronti del Ministero, dei Teatri Stabili, dei Circuiti, di ANCRIT, di AGIS e chi più ne ha più ne metta, e quello che vedo non mi conforta.
Non mi conforta perché ogni anno che passa la possibilità di mettere a sistema una realtà composita e variegata, preziosa per il tessuto teatrale del paese come sono le residenze teatrali, sfuma sempre più. E il contesto generale, questo è evidente, è in forte declino.
Purtroppo per anni invece di fare fronte comune è stata centrale una guerra di bassa intensità, fondata sul distinguo tra modelli, esperienze differenti, ruolo del pubblico, ruolo del privato, “modelli puri” e “modelli imperfetti”. E intanto la capacità dello Stato o delle Regioni di mettere a sistema e di finanziare delle realtà che già esistono, si è fatta sempre più debole. Il Paese è in ginocchio rispetto a cinque anni fa, e il dibattito sullo spettacolo dal vivo in generale e sulle residenze teatrali in particolare, sembra essere sempre più marginale.
Spero che si possa superare tutto questo, anche se non ci credo tanto. E spero che finalmente lo Stato e le Regioni siano in grado di fotografare le esperienze più positive dei differenti territori, anche differenti tra loro, e siano in grado di sostenerle e riconoscerle. Perché a mio parere non è una questione di modelli, ma di qualità ed eticità del lavoro che viene proposto.
Se devo fare riferimento alla nostra esperienza, non finanziata dallo Stato, convenzionata a livello regionale e comunale con una cifra simbolica (11.000 € + 7.000 € all’anno), posso solo dire che Campsirago Residenza esiste perché innanzitutto è un luogo. Un luogo riconoscibile e bello, dove gli artisti lavorano volentieri. Esiste anche perché una compagnia di giro, ScarlattineTeatro, ha deciso di investire in questo luogo: ristrutturandolo, facendolo vivere, ospitando altri artisti e compagnie senza una casa, finanziando attraverso la propria capacità progettuale e la propria tournée anche l’attività di altri.
In questo senso Campsirago è un’esperienza unica.
Anarchica e autarchica in parte, in parte sostenuta da una Fondazione Bancaria (può sembrare un ossimoro, ma non lo è) che ha riconosciuto in questo luogo e in questa attività una possibilità importante per lo spettacolo dal vivo in Lombardia.

Se devo guardare in astratto a possibili modelli da normare a livello nazionale, in accordo col sistema nazionale e internazionale, penso si possano individuare due modelli principali di residenza:
• Modello A – una compagnia, una direzione artistica o un gruppo di artisti che gestiscono uno spazio a carattere pressoché indeterminato, spazio in cui organizzano un’attività variegata di spettacolo e formazione, e che, oltre a produzioni dirette della propria compagnia / gruppo di artisti, hanno come mission principale l’ospitalità di altri gruppi e il sostegno alla loro produzione;
• Modello B – una compagnia che si lega a uno spazio tramite una convenzione con un ente locale, per un progetto definito nel tempo (minimo triennale) e rinnovabile. Propone spettacoli e laboratori, ma si concentra nel rapporto diretto fra la compagnia e quel territorio come mission della residenza.

Escluderei a priori la residenza creativa di breve periodo che può giustamente essere portata avanti da altri teatri e strutture, ma non mi sembra sia un modello da finanziare tout court perché non strutturale, continuativo e con vero rapporto al territorio.

Per poter sopravvivere e offrire servizi di qualità penso sia anche fondamentale la capacità di progettazione e relazione con partner internazionali, sia per poter accedere a linee di finanziamento UE legate alla mobilità degli artisti, alla promozione e alla diffusione delle pratiche dello spettacolo dal vivo, che per aprire le produzioni nate in residenza alla tournée all’estero, vista la situazione drammatica della circuitazione in Italia.

Speriamo di non dover aspettare altri 7 anni per avere delle risposte concrete e di non dover spostare la Residenza in Danimarca…

Michele Losi
direttore ScarlattineTeatro ι Campsirago Residenza

 

Michele Losi direttore ScarlattineTeatro Campsirago Residenza. Inventore e navigatore, è attualmente direttore artistico di Meeting the Odissey, progetto internazionale di teatro e danza che coinvolge 11 paesi europei. Membro italiano del board IETM, ama lavorare in network, di conseguenza siede nel direttivo di ÊTRE, associazione delle residenze teatrali lombarde, di cui è stato il primo presidente.
Pazzo egoista individualista insensibile sensibile generoso invincibile conosce il cielo stellato e sa orientarsi nella tempesta, a volte.
È uno dei mille garibaldini tutt’oggi in vita, altrimenti non potrebbe resistere a Campsirago, provincia di Lecco, Lombardia, Italia.
Laureato in storia contemporanea, ha un master in gestalt psicosociale ed attualmente sta iniziando un dottorato di ricerca presso la Sapienza di Roma.
Frase famosa: domani mi metto a dieta.
Citazione: il sogno e il desiderio sono immortali.

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Category: PROLOGO

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