L’esperienza di TPO – Davide Venturini

| 27 settembre 2013

Dal 2002 la compagnia TPO è compagnia di residenza del Teatro Stabile della Toscana presso il Teatro Fabbrichino di Prato. Il progetto di residenza nasce 11 anni fa da una scissione all’interno della compagnia: la parte legata alla organizzazione di progetti (rassegna teatro ragazzi e festival contemporanea) confluisce nel Teatro Metastasio, la parte artistica rifonda la compagnia seguendo un principio preciso: la separazione dell’attività di produzione artistica dalla attività di organizzazione/programmazione. In un periodo in cui era ancora diffusa, specialmente nell’ambito del teatro ragazzi la pratica delle compagnie teatrali “tuttofare”, TPO sceglie di prendere casa in una ex fabbrica, dependance-magazzino del Teatro Metastasio e qui rifondare su principi diversi la propria identità, dedicandosi esclusivamente alla creazione di spettacoli per ragazzi all’interno di un progetto di residenza in collaborazione con il Teatro Metastasio. Il patto tra Metastasio e TPO si fonda quindi su basi e pratiche molto chiare: la residenza artistica è un progetto a sostegno esclusivo della produzione teatrale e cioè di quella tipologia di spettacoli legati a una poetica che mette in relazione la ricerca sui linguaggi (nel nostro caso le tecnologie digitali interattive) ed il mondo dell’infanzia, nient’altro. I compiti dei due partner sono trasparenti e creano una relazione che nel corso del tempo si è dimostrata solida e sana: da una parte il teatro stabile ospita nel proprio cartellone (e finanzia) una produzione artistica creata in condizione “ideale”, dall’altra la compagnia si assume la responsabilità di operare come impresa indipendente orientata esclusivamente alla produzione di spettacoli capaci di competere in un contesto artistico internazionale. Questo patto in un primo momento mette la compagnia di fronte a un grande rischio d’impresa: pensare di sopravvivere nel contesto italiano senza poter contare sulla pratica dello scambio era ed è molto difficile. Ma questa difficoltà è stata anche una sfida che ha spinto a cambiare paradigmi e punti di vista. In questa condizione difficile la compagnia TPO ha cominciato a operare seguendo pratiche di lavoro tipiche del mondo anglosassone e francese, dove la separazione tra chi produce spettacoli e chi li compra è un dato acquisito, e il rapporto con il pubblico è diverso. In Italia per anni il pubblico del teatro ragazzi ha coinciso essenzialmente con il pubblico scolastico, ma ampliando lo sguardo si scoprono altre pratiche e mi riferisco alle programmazioni di festival e centri culturali orientati a una programmazione internazionale, dove è la figura del “direttore artistico” l’intermediario tra il pubblico e gli artisti e non esclusivamente l’insegnante o il funzionario. Questa figura professionale opera come professionista in modo molto simile a quello che nel mondo delle arti plastiche è il curatore, seleziona delle opere e se ne fa portavoce e promotore. Questa figura professionale stimola la creatività spinge gli artisti a sviluppare un’identità il più possibile originale. Nel nostro caso il passaggio da compagnia “tuttofare” (legata al territorio e alle politiche di settore) a compagnia d’autore è stata possibile dalla concomitanza di due percorsi: il progetto di residenza con il Teatro Metastasio basato su progetto artistici impegnativi e il confronto con mediatori culturali “esigenti” anche in ambito di teatro per l’infanzia. Il confronto con operatori e mercati culturali diversi, non solo europei, ha aiutato a comunicare, artisticamente intendo, in modo più efficace, a superare atteggiamenti autoreferenziali, ha stimolato un rapporto tra artista e spettatore in generale più chiaro e infine ha agevolato il superamento dei limiti (poco adatti al teatro per l’infanzia) imposti dai teatri all’italiana. Oggi il TPO ha raggiunto una notorietà internazionale dovuta alla particolarità di propri spettacoli che usano in modo magistrale il mélange tra arti visive, danza e tecnologie interattive ma l’origine di questo successo si è fondata e si basa tutt’ora sul progetto di residenza artistica tra teatro (stabile) e compagnia (indipendente).

 Davide Venturini
Compagnia TPO


Teatro visivo, emozionante e immersivo, negli spettacoli del TPO il protagonista è lo spazio scenico, le immagini, i suoni, i colori. Grazie all’uso di tecnologie interattive ogni spettacolo si trasforma in un ambiente “sensibile” dove sperimentare il confine sottile tra arte e gioco. Danzatori, performer o il pubblico stesso interagiscono insieme esplorando nuove forme espressive oltre le barriere di lingua e cultura. È noto che gli spettacoli del TPO (coprodotti dal Teatro Metastasio) utilizzano grandi scenografie visive che si trasformano in ambienti teatrali interattivi grazie all’uso di sensori e tecnologie digitali ed è questo che li rende accessibili a un vasto pubblico internazionale.

Tags: , ,

Category: PROLOGO

About the Author (Author Profile)

Comments are closed.