Le RESIDENZE in Emilia-Romagna – Gianni Cottafavi e Patrizio Cenacchi

| 4 settembre 2013

Le RESIDENZE in Emilia-Romagna

Perché in Emilia-Romagna il sistema delle residenze non è mai stato riconosciuto/formalizzato?

In Emilia-Romagna non esiste un “sistema” di residenze organizzato e “normato” paragonabile a quello di altre regioni quali Piemonte, Toscana, Lombardia, Puglia, ecc… ma non mancano, tuttavia, esperienze importanti di residenze, nate e cresciute anche grazie al sostegno finanziario della Regione. In effetti, la legge regionale sullo spettacolo (LR n. 13/99) là dove elenca le tipologie di attività di spettacolo cui la Regione può contribuire, non parla di residenze. La mancata citazione delle residenze tra le attività finanziabili, non ha significato e non significa che la Regione non possa sostenerle. Per la Regione Emilia-Romagna, infatti, le residenze, siano esse di tipo “creativo” o “artistico/organizzativo”, costituiscono azioni qualificanti sia nell’articolazione progettuale delle attività di produzione e distribuzione, così come dell’organizzazione di festival e rassegne, attività espressamente indicate dalla legge come finanziabili. La legge regionale, inoltre, prevede che siano finanziate “iniziative volte alla promozione della ricerca, dell’attività creativa di nuovi autori e dell’espressione artistica dei giovani”, così come “iniziative di formazione del pubblico”, attività che possono essere sviluppate anche grazie a progetti di residenza.

Il Programma triennale che definisce gli obiettivi e le azioni prioritarie da sostenere per l’attuazione della legge, d’altra parte, prevede tra gli obiettivi generali da perseguire quello di “sostenere la realizzazione di residenze finalizzate a favorire la crescita di nuovi artisti e il ricambio generazionale all’interno delle strutture già consolidate”. Non solo, tra le azioni prioritarie che la Regione intende sostenere vi sono le “iniziative che, integrando risorse e competenze di più soggetti, consentano operatività, nei centri medi e piccoli, di teatri, cinema-teatri, auditorium e sale da concerto, riconoscendone il ruolo fondamentale per la crescita culturale e sociale della comunità”.

Se da un lato l’obiettivo appena citato rende possibile il sostegno a forme di residenza di tipo “artistico-organizzativo”, dall’altro lato lo stesso Programma regionale prevede che il contributo ai soggetti convenzionati direttamente con la Regione per attività di produzione o per l’organizzazione di rassegne o festival, sia determinato, per una parte, con riferimento ad alcuni “indicatori”, uno dei quali richiede espressamente siano sviluppati progetti di residenza: “L’obiettivo (dell’indicatore “Proporzione delle coproduzioni e realizzazione di progetti di residenza”) è introdurre elementi di virtù finanziaria e gestionale (condividere la responsabilità strategica e operativa con altri produttori), ma anche permettere produzioni di dimensioni più ampie di quanto molti singoli produttori potrebbero realizzare. Ciò implica un potenziale risparmio di risorse finanziarie pubbliche e l’instaurarsi di prassi cooperative tra i diversi produttori. Inoltre viene premiata la responsabilità dei soggetti verso realtà artistiche in crescita o prive di spazi produttivi”.

Appare probabilmente affrettato o troppo sintetico, quindi, il giudizio di Laura Bevione che con riferimento alla situazione dell’Emilia-Romagna parla di “deficit legislativo” (in Hystrio XXVI, n. 1, Dossier Residenze Teatrali, 2013).

Il quadro normativo regionale ha infatti aperto la strada a nuove formule di lavoro, a esperienze e impostazioni gestionali di diversa natura, creando non semplici contenitori per la distribuzione degli spettacoli ma diverse polarità culturali, in un territorio quello emiliano-romagnolo storicamente attraversato da molteplici fermenti culturali.

Le innovazioni apportate nel tempo dai Programmi triennali attuativi delle leggi regionali sullo spettacolo dal vivo (L.R. 13/99) e sulla promozione culturale (L.R.37/94), relative alla diversificazione dell’offerta, alla contemporaneità, alla promozione di nuovo pubblico, hanno di fatto incrementato progetti di residenza sul nostro territorio e, allo stesso tempo, innescato meccanismi virtuosi da parte degli operatori che, anche se attivi in settori più “tradizionali”, hanno ampliato la propria attività con progetti mirati al riconoscimento e all’ospitalità di gruppi esordienti all’interno delle strutture già consolidate.

Dal punto di osservazione “regionale” le residenze, nate a volte per necessità, hanno mostrato la capacità di intercettare il presente, le forze della realtà in particolare nel momento in cui si sono proposte come “spazi indecisi”: come terreno di confronto per i gruppi esordienti provenienti dal resto d’Italia e dall’estero, come luogo di maturazione di poetiche compiute o in divenire, come insediamento teatrale sul territorio per raggiungere nuovi pubblici, proponendo luoghi alternativi alle sedi tradizionali.

Visti dall’alto, i progetti di residenza realizzati sul nostro territorio presentano un paesaggio certamente variegato e per molti aspetti non omogeneo. Alcune esperienze possono sembrare esperimenti isolati, eccezioni lodevoli; crediamo tuttavia sia importante garantirne la molteplicità e la multiformità. Le esperienze in alcuni di questi “spazi indecisi”, infatti, si configurano nel rapporto dialettico costruito negli anni fra festival estivi, operatori e giovani compagnie che vogliono far vivere il territorio in maniera intelligente.

Se in questi anni la Regione Emilia-Romagna non ha avvertito l’esigenza/urgenza di riconoscere e di demarcare in modelli più definiti e “misurabili”, con il rischio di ingabbiare organismi già fortemente caratterizzati, il motivo va forse ricercato anche nella complessità dei progetti, nella varietà delle proposte del lavoro teatrale, nell’ostinazione di disegnare nuovi ecosistemi aperti all’accoglienza di esperienze autoriali.

 

Gianni Cottafavi
Responsabile Settore Spettacolo
Regione Emilia-Romagna

Patrizio Cenacchi
Collaboratore ATER Osservatorio Regionale
dello Spettacolo

Bologna 30/08/2013

Category: PROLOGO

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