Le Residenze alla Corte Ospitale – Walter Zambaldi

| 27 settembre 2013

LE RESIDENZE ALLA CORTE OSPITALE

 

Sono direttore della Corte Ospitale di Rubiera dal 2008, già dal 2006 direttore organizzativo. Conosco bene questa realtà, come era prima del mio arrivo, come mi auguro sarà in futuro, ora che la mia esperienza e la conoscenza di altri modelli mi hanno reso più consapevole dell’identità che un luogo come questo credo debba avere.
Da subito, dal mio arrivo in questo centro, ho intuito che ciò che mancava alla Corte Ospitale, di per sé, strutturalmente, luogo ideale di creazione, con le sue sale prove, la foresteria, la cucina attrezzata, la disponibilità di un teatro concesso in convenzione dall’amministrazione comunale, era l’apertura a esperienze artistiche provenienti dall’esterno: percepivo La Corte Ospitale come un luogo chiuso, autoreferenziale, non solo dal punto di vista artistico ma anche dal punto di vista della condivisione dell’esperienza con la comunità del luogo in cui la struttura opera.
La residenza è appunto – nella mia concezione – il punto di incontro tra l’artista e il territorio: è offrire un’opportunità creativa a nuclei artistici che ne sono privi, ma nello stesso tempo riversare le energie di un progetto artistico in un territorio e misurarne la ricettività attraverso il coinvolgimento concreto, che non significa la condivisione della performance, ma la condivisione del progetto artistico. In una dimensione perfetta, attraverso la residenza artistica, si dovrebbe creare un vero e proprio dialogo tra l’artista e il territorio, uno scambio in grado di generare un reciproco arricchimento. Credo che la permanenza dell’artista nei nostri spazi sia un privilegio per la comunità di Rubiera: incontrare gli artisti per le strade del paese, assistere alle prove aperte degli spettacoli, percepire il lavoro quotidiano, profondo, faticoso, che sta dietro a ogni creazione. Rendere partecipe la comunità dell’azione creativa credo che sia di importanza strategica per la percezione che la cittadinanza matura nei confronti dell’artista e del suo lavoro.
Nel corso degli anni l’esperienza residenziale messa in atto nel centro è cresciuta, si è modificata, si è adeguata ai bilanci e alle risorse a disposizione, ha preso strade diverse (e di conseguenza modelli organizzativi diversi) a seconda del rapporto che il centro ha e ha avuto con gli artisti ospiti. In alcuni casi la residenza creativa è stata la base di un rapporto che poi si è evoluto ed è passato dall’ospitalità alla produzione.
In molti casi per me in quanto direttore del centro, e lo dico mio malgrado, la residenza è stata l’unica opportunità che ho avuto di ospitare a Rubiera spettacoli altrimenti inaccessibili per questioni di budget. In altri casi è stato il veicolo e il pretesto per conoscere artisti e linguaggi. In tutti i casi, per noi (i residenti) e per loro (gli artisti ospitati) è stata un’occasione imperdibile di scambio, dialogo, confronto, crescita.

Ad oggi, nonostante la mia battaglia quotidiana per la ricerca di fondi da destinare in via esclusiva al progetto residenziale, non ho un contributo che mi provenga da nessun ente che vada nello specifico in questa direzione. La Corte Ospitale è finanziata dalla Regione Emilia-Romagna e dal Ministero per i Beni e per le Attività Culturali in qualità di organismo di produzione. L’anima della Corte Ospitale, la sua vocazione prioritaria, è però certamente la residenzialità (con i meccanismi virtuosi che è in grado di generare e di cui ho già detto: il rapporto con il pubblico e il territorio, lo scambio tra gli artisti…) che spesso converge sull’attività di produzione o la integra. Pertanto, per riuscire a sostenere economicamente il consistente progetto residenziale che ogni anno viene realizzato alla Corte Ospitale, è da anni che procediamo a un risparmio sulle spese di gestione e alla trasformazione di queste stesse spese in attività. Solo così facendo siamo riusciti a portare avanti il progetto residenziale: dirottando su di esso le energie e le risorse (anche umane) a disposizione.

Le residenze, così come sono concepite presso gli spazi della Corte Ospitale, hanno fatto la differenza per diversi nuclei artistici e hanno determinato in molti casi la concretizzazione di progetti che in assenza di questa disponibilità non avrebbero visto la luce. Penso in particolare all’attenzione rivolta dal centro alle giovani formazioni, raccolte all’interno del progetto Forever Young? e alle quali il centro ha messo a disposizione, oltre allo spazio per le prove, le competenze artistiche, organizzative e tecniche delle professionalità che operano quotidianamente nel centro (risorsa troppo spesso data per scontata o dimenticata nel momento della rendicontazione dei costi dei progetti residenziali). In molti casi infatti La Corte Ospitale non ha offerto solo spazi prove, ma ha messo a disposizione competenze e professionalità, accompagnando i progetti oltre i debutti, in alcuni casi facendosi carico della distribuzione.

Ma è evidente che, nonostante tutti gli sforzi di dare vita a un sistema economicamente sostenibile – compresa appunto la condivisione di un’unica risorsa organizzativa e di un’unica spesa amministrativa (per semplificare il costo dello staff dell’ufficio che si fa carico della gestione in contemporanea di più compagnie) su più progetti artistici –, la concretizzazione di un sistema ideale di lavoro è ancora di là da venire.

Per il futuro, intendo proseguire con il progetto residenziale rinnovandolo ogni anno con l’ospitalità di nuove formazioni artistiche e con il sostegno alle compagnie che ormai sono di casa alla Corte Ospitale, affinchè il filo rosso che guida il mio lavoro di selezione delle compagnie e di linea progettuale e artistica distintiva del centro, possa essere facilmente compreso dal pubblico e così riconosciuto.

Perché le residenze continuino a essere sostenibili, perché gli artisti possano disporre del tempo necessario alle creazioni, e perché io possa rilanciare e spendere la risorsa prima che ho a disposizione, la risorsa architettonica appunto del centro, è necessario che siano trovate risorse economiche da destinare al progetto residenziale. Nell’attesa che amministrazioni pubbliche lungimiranti mettano a disposizione finanziamenti che vadano in questa direzione, come già sto facendo per il resto della progettualità del centro, mi oriento, anche geograficamente, verso altre città e realtà (in particolare sono Torino e Trieste gli assi su cui mi sto muovendo) perché il progetto residenziale possa allargarsi e trovare un respiro più ampio, una comunità allargata con cui dialogare, un confronto e uno scambio che anziché inaridirsi, trovi nuova linfa e nuova potenzialità espressiva.

Non è più sufficiente aprire le porte della Corte Ospitale perché il progetto residenziale abbia corpo: ora è tempo di aprirsi al territorio e fare sì che il progetto diventi nazionale. Questa apertura non può che far bene alla Corte Ospitale e agli artisti che vi fanno casa.

 

Walter Zambaldi
Direttore La Corte Ospitale

 

La Corte Ospitale è un centro di produzione teatrale attento ai nuovi linguaggi della scena contemporanea. L’Associazione ha sede a Rubiera, in provincia di Reggio Emilia, all’interno di un complesso monumentale del XVI secolo adibito nel 2000 a polo culturale, a seguito di un attento restauro che, pur preservandone le caratteristiche architettoniche, lo ha dotato di attrezzature tecnologiche all’avanguardia.
Produce e distribuisce gli spettacoli di Paolo Rossi, Danio Manfredini, Giuliana Musso, Oscar De Summa. Gestisce la programmazione del Teatro Herberia di Rubiera e una rassegna estiva che si svolge nei mesi di giugno e luglio nel Chiostro della Corte Ospitale.
Sono stati in residenza creativa presso La Corte Ospitale, tra gli altri, Danio Manfredini, Dario Fo, Massimo Castri, Moni Ovadia, Giorgio Rossi, Francesco Scavetta, Michele Abbondanza e Antonella Bertoni, Jurij Alschitz, Ruggero Cara, Corrado Augias, Simona Bucci, Fulvio Ianneo, Gabriele Vacis, Giulio Casale, Francesco Niccolini, Alessandro Benvenuti, Paolo Bonacelli, Jurij Ferrini, David Riondino, Carrozzeria Orfeo, Compagnia Biancofango.

Walter Zambaldi, direttore della Corte Ospitale, si è formato al Teatro Stabile di Bolzano.
Collabora con minimum fax e con i Cantieri OGR di Torino per la programmazione e realizzazione di rassegne di spettacolo dal vivo. Conduce da 10 anni un laboratorio teatrale riservato ai detenuti della casa circondariale di Bolzano.

 

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Category: PROLOGO

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