Le residenze al Funaro sono una conseguenza – Massimiliano Barbini

| 5 ottobre 2013

Le residenze al Funaro sono una conseguenza. Prima ci sono persone unite da una passione talmente forte da contagiarne altre, fino a formare un piccolo nucleo. Il nucleo si arricchisce e si nutre di incontri appassionati, fortuiti e fortemente voluti, (fondamentale l’incontro con Andres Neumann). Poi c’è un luogo, temporaneamente diventato spazio nella solitudine dell’abbandono, che ritorna luogo e si carica dell’energia delle persone che lo trasformano conservandolo, lo amano e ne fanno una casa ospitale. In seguito la casa si apre al territorio, alla città, condividendo memoria, competenze e passioni. È così che il luogo diventa possibilità e occasione di incontro.
A questo punto gli incontri prendono nome e forma, si chiamano workshop, laboratori, spettacoli ma restano comunque occasioni di scambio rifuggendo ogni tentazione autoreferenziale.

Non è facile tenere il piede in due staffe. È molto faticoso portare avanti un lavoro che si muove sul doppio binario dell’apertura al territorio e al mondo. In particolare è difficile fare bene entrambe le cose; curare con la stessa passione un workshop professionale intensivo ed un laboratorio per bambini. Non è difficile mettere a disposizione uno spazio, difficile è predisporre un luogo perché tutti si sentano a casa. Il giochino però prende la mano e la passione si fortifica e allora la casa diventa naturalmente, “conseguentemente” come dicevamo all’inizio, residenza.

Perché gli incontri assumano un senso, perché diventino virtuosi c’è bisogno di tempo. Abitare, nel tempo, un luogo significa imparare a conoscerlo, condividerne il percorso, forse anche amarlo e con il luogo le persone che lo frequentano, con le loro storie, le loro emozioni. La residenza è tempo potenziato dalla creatività, è condivisione di lavoro e di riposo. C’è un momento, dopo una giornata di lavoro in cui si affilano gli strumenti per la giornata successiva, è un riposo attivo carico di energia e di apertura agli altri. È in questo momento che la residenza diventa dialogo e scambio attivando il vero senso dell’ospitalità che si concretizza in un’occasione di crescita.

Apertura al mondo, dicevamo, e il mondo al Funaro che si traduce in nomi di grande respiro nazionale ed internazionale.
Cristiana Morganti, danzatrice del Tanzteather Wuppertal Pina Bausch, ha preparato, in residenza al Funaro, il suo nuovo spettacolo “Jessica and me”, rafforzando un rapporto di amicizia ed una collaborazione professionale che ci ha visti ospitare e poi accompagnare lo scorso anno il suo straordinario “Moving with Pina” nella tournée italiana.
Daniel Pennac è ormai di casa da noi che, orgogliosi gli abbiamo sentito dire pubblicamente: “al Funaro abbiamo trovato il paradiso e non lo lasciamo più”. Due residenze in due anni; la prima delle quali approdata ad uno spettacolo, “Il 6° continente”, che ha poi aperto la Stagione del prestigioso Bouffes du Nord di Peter Brook, a Parigi e quella del Teatro Stabile di Torino. La seconda che ha portato alla creazione de “L’occhio del lupo”, titolo che segna una tappa importante per noi e l’inizio di una collaborazione con l’Associazione Teatrale Pistoiese, che ci auguriamo abbia un seguito e diventi occasione di crescita per l’intera città.
Al Funaro poi, Giuseppe Bertolucci con Sonia Bergamasco, si è immerso nelle profondità tolstoiane portando alla luce il suo “Karenina, prove aperte di infelicità”.
In solitudine quasi monastica ed in spirito di condivisione hanno poi visto la luce da noi il primo abbozzo di scrittura de “L’origine del mondo” con il quale Lucia Calamaro ha vinto tre Premi UBU e il testo dello spettacolo di Elisabetta Salvatori dedicato a Beatrice di Pian degli Ontani e Caterina da Siena.
Collaboriamo da sempre con il Maestro Enrique Vargas e con il Teatro de Los Sentidos e ogni loro spettacolo è una residenza che modifica il nostro spazio donandogli aperture e prospettive inattese e sorprendenti. Siamo orgogliosi, in particolare, di aver co- prodotto la ripresa di “Oracoli” e averla ospitata perdendoci fra le seduzioni del suo labirinto.

Nessuna prigione dorata però; al Funaro si lavora in tranquillità, ma non si è mai isolati. È stato bellissimo vedere lo sguardo profondo e accogliente di Enrique Vargas aprirsi ai nostri amici, e al nostro pubblico, Pennac intrattenersi con i bambini che frequentano i nostri corsi e Bertolucci parlare amabilmente con le mature allieve del nostro corso di “Teatro senza tempo”.

Apertura significa collaborazione, ricerca di sinergie e di sintonie. Per questo ci siamo riconosciuti in un progetto che ammiriamo come quello di Kilowatt Festival che ha trovato una formula rivoluzionaria per rendere il pubblico parte attiva in tutti i sensi, sviluppando la formula dei “Visionari”: persone non addette ai lavori, che selezionano le compagnie che parteciperanno al festival. Al Funaro abbiamo ospitato in brevi residenze quattro compagnie che erano state precedentemente selezionate e che da noi hanno perfezionato il loro lavoro confrontandosi in incontri periodici col nostro pubblico. Da queste residenze gli spettacoli di giovani, importanti realtà del nostro teatro (Carrozzeria Orfeo, Opera Teatro, Emme’A Teatro, Zaches Teatro) sono approdate a Kilowatt festival e poi nei circuiti nazionali.

Residenze quindi come conseguenza di una naturale attitudine.
Da qui la voglia e la necessità di potenziare l’aspetto residenziale e legarlo ancora più saldamente al nostro territorio, da qui la necessità che scelte come la nostra e quella di tante realtà simili siano supportate dalle istituzioni in un comune cammino di sviluppo.

Massimiliano Barbini
Il Funaro Centro Culturale – Pistoia

Il Centro Culturale il Funaro nasce nel settembre 2009 grazie all’impegno di un gruppo di artisti e operatori riuniti nell’Associazione Culturale Teatro Studio Blu, che ha ideato e realizzato il progetto conferendogli identità e contenuti. Fondata nel 2003 da Antonella Carrara, Lisa Cantini, Mirella Corso e Francesca Giaconi, l’Associazione Culturale Teatro Studio Blu ha organizzato laboratori di recitazione, regia, scrittura, drammaturgia e dizione, rivolti a bambini, ragazzi e adulti. All’attività formativa dal 2006 si è affiancata un’offerta formativa residenziale professionale articolata in una serie di seminari di formazione, approfondimento e specializzazione tematica. Dal 2009 l’Associazione si arricchisce della presenza di Massimiliano Barbini, già parte dello staff insegnanti e grande esperto di letteratura teatrale che contribuisce alla realizzazione della biblioteca del Funaro. Il Funaro ospita l’attività di Teatro Studio Blu e si sviluppa come centro culturale indipendente e residenza per artisti della scena internazionale, oltre che come spazio aperto dedicato alla cultura, alla formazione e all’integrazione sociale a disposizione dei cittadini.

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Category: PROLOGO

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