Il Tempo residenziale – Marco Valerio Amico

| 30 settembre 2013

Parlare di Residenza, del suo concetto, essendo questo un tema vario e sfaccettato, porta con sé sempre il rischio della generalizzazione.
Preferisco dunque non addentrarmi nei diversi risvolti, quanto soffermarmi sulla mia personale esperienza in compagnia di gruppo nanou, sulle modalità attraverso cui ho sempre concepito, sfruttato, raccolto e messo in pratica il tempo residenziale.

La Residenza è il Tempo sospeso, un momento di lusso necessario concesso alla riflessione sul proprio fare, allo studio, al confronto, alla composizione.
La Residenza è un momento per decelerare nel ritrovare l’accelerazione.
La Residenza, in quanto strumento di sostegno alla creazione, permette di sottrarsi alla necessità produttiva, rappresenta dunque il momento di sviluppo della visione creativa, lo spazio di sperimentazione di nuove funzionalità, il tempo attraverso cui dare forma al “luogo” corporeo della visione mentale.
È un rischio, assunto reciprocamente da artista e struttura ospitante, nell’idea che si possono creare delle situazioni in cui generare errori, crisi, “macerie” tese a trasformarsi in progetti formalizzati.
È un baratro a cui affacciarsi con reciproca fiducia.

È lo spreco del Tempo che permette di dare sostegno a un percorso di ricerca linguistico – compositivo.

È interessante afferrare il tempo della residenza come un Tempo lungo che possa disarticolarsi in incontri con altri artisti e studiosi, esperti anche di altri settori che possono far parte della ricerca per l’attivazione di confronti.
Al contempo, afferrare lo spazio della solitudine così da potersi “arrendere” all’opera in atto.

 

Marco Valerio Amico
gruppo nanou

GRUPPO NANOU nasce a Ravenna nel luglio del 2004 come luogo di incontro dei diversi linguaggi e sensibilità che caratterizzano la ricerca artistica di Marco Valerio Amico, Rhuena Bracci e Roberto Rettura. In questo contesto corpo, suono e immagine trovano un linguaggio comune nella coreografia, dando vita a un’opera organica.
gruppo nanou concentra la propria ricerca sul corpo, inteso come: corpo sonoro, corpo/oggetto, corpo/luce, elementi che si situano sullo stesso piano del corpo del performer, il quale diviene segno tra i segni. Di conseguenza la coreografia è assunta come linguaggio comune alle diverse specializzazioni artistiche che dialogano sulla scena. Vi è una coreografia dell’immagine, il cui movimento è dato da un peculiare utilizzo della luce, ed una coreografia del suono, che non solo accompagna, ma suggerisce e talvolta svela la direzione stessa del corpo e del movimento.

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Category: PROLOGO

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