I protagonisti della Casa degli Artisti – Gabriele Bianconi

| 19 settembre 2013

Gabriele Bianconi, artista frequentatore della Casa degli Artisti di Sant’Anna del Furlo, ci ha inviato le sue considerazioni circa il mondo dell’arte e le motivazioni di fondo che dovrebbero animare la fase attuale di progetti come Nobiltà e miseria.

CONSIDERAZIONI
Ho la convinzione che tutto ciò che riguarda il mondo dell’arte vada inserito tra le dinamiche dell’arte pubblica. Cioè un modello sostenuto da privati, non iniziativa per iniziativa, ma principalmente come struttura base. Io vedo ogni struttura o intervento creativo come un messaggio di continuità e prosperità delle arti in genere.

Solo i privati possono operare questo cambiamento, non è più possibile considerare la voce “amministrazioni pubbliche”, neanche a livello nazionale; troppo rinunciatarie a non volere escludere certi ruoli tra le maglie del compromesso politico.

In ciò è compresa la condizione sospesa tra nobiltà e miseria emergente in questo argomento. Un percorso da affrontare partendo da posizione non dico privilegiata o sicura, ma con ipotesi di realizzazione già affrontate, almeno nella fase più complessa di conoscenza al pubblico dei valori di fondo di ognuna di queste iniziative.
Non è un mero fatto economico il motivo di fondo, ma piuttosto credere in quello che si sta sostenendo da parte dei finanziatori che più spesso sono impegnati a sostenere interessi mercantili. I privati devono capire che le energie e le sinergie che le formule espressive sono in grado di stimolare e attuare, sono di gran lunga più inebrianti di quelle auree prodotte da certe gamme di prodotti.

In Italia l’arte pubblica è poco considerata perché il principio è quello di monetizzare e privatizzare anche le idee e le aspirazioni. L’arte pubblica, invece, deve restare di tutti, tutt’al più in alcune sue ripartizioni può dilatarsi anche verso finalità più speculative nel carattere economico.
È in questo ambito che gli attori in campo devono rivedere la loro posizione ed essere più disponibili a interscambi con altri professionisti pari a loro.
Sì, perché è proprio la voce professionista che deve riunire individui impegnati a sviluppare ognuno il proprio processo operativo, addirittura abolendo il termine artista che come tale non esiste più e, soprattutto in Italia, è un retaggio rinascimentale o giù di lì; a proposito di nobiltà e miseria ci sentiamo quasi in diritto di sfoggiare ricchezze di contenuto solo in virtù di un Dna prestigioso.
Abolendo il confine tra autore e osservatore (un po’ come ha fatto il teatro che dopo aver abbandonato le quinte ora abbandona anche il palcoscenico), si limita anche la distinzione tra nobiltà e miseria, perché l’una e l’altra hanno pari diritti e doveri.
D’altro canto l’arte pubblica ha ripercussioni nel marketing territoriale, essendo quest’ultimo una ripartizione delle politiche commerciali che non guarda in faccia alle parti in causa, cercando e trovando benefici specialmente nell’interazione e integrazione di valori d’uso e cultura.

A questo punto mi si può chiedere qual è la soluzione proposta.
Fundraising, ovvero l’inserimento di una figura in voga ma non sempre ben vista, ma che a mio parere esercita una funzione chiave nell’arte di un compromesso, che non cerca vie di mezzo ma sa trovare la giusta intesa proprio abolendo il confine tra nobiltà e miseria.
Una prospettiva ben diversa di quella offerta da account o PR, per restituire il giusto valore a iniziative pubbliche all’interno di un’economia privata e avallando così il processo verso una condizione comune o comunitaria.

Gabriele Bianconi

Gabriele Bianconi ha transitato dalla fotografia, passione degli anni giovanili, all’editoria, fondando, insieme ad alcuni amici, la piccola casa editrice “Setaccio”, che si occupa di proporre la storia dei luoghi in un’ottica di promozione istituzionale per Comuni, Aziende e Comunità. Dal 1990 a oggi ha partecipato a esposizioni collettive e rassegne internazionali, dalla Mostra d’Arte Contemporanea “Tibet di terra e di cielo” alla rassegna internazionale di Mail Art contro la Pena di morte, organizzata dal Comune di Cologno Monzese.

Tags: , , , ,

Category: PROLOGO

About the Author (Author Profile)

Comments are closed.