Dalla residenza al coworking – Centrale Fies

| 14 settembre 2013

Dalla residenza al coworking

Partiamo dal definire cosa significa per noi residenza.
Risiedere è entrare in rapporto con un luogo e con le persone che lo abitano. Si parla quindi di geografie e di assonanze. Alla residenza si arriva per conoscenza reciproca, ovvero chi viene accolto conosce il luogo e immagina come possa funzionare e chi accoglie sceglie progetti e percorsi che conosce. Questa è la premessa necessaria. C’è dunque un rapporto pregresso, che può diventare anche continuativo, crescere, arricchirsi nel tempo, viste le modalità a media e lunga progettualità che attuiamo. Per noi risiedere significa avere un’attenzione su diversi piani. Vuol dire garantire un servizio: tecnico, pratico, e poi concettuale, di cura, di attenzione, di scambio di idee. Nel rispetto dei progetti, si cerca di creare un rapporto dialettico molto cauto da parte di chi ospita, lasciando che sia l’artista a chiedere un confronto.

Ma, quando c’è, il confronto diventa necessario e importante anche per noi: da qualche anno abbiamo ampliato la mission di Centrale Fies che non vuole essere unicamente luogo di produzione di performing art e teatro, ma spazio per la contemporaneità, dove le nuove idee e i nuovi codici, le persone e le diverse discipline (e differenti mezzi) si incontrano. Ecco che in residenza a Centrale Fies hanno trovato posto in questi ultimi anni anche redazioni di magazine che trattano di design, moda, architettura e cultura, agenzie di comunicazione, giovani brand di moda che affrontano l’ispirazione per le nuove collezioni, collettivi musicali, ideatori di experience design e multimedia storytelling.

Tutto questo non per spostare l’attenzione dal fuoco principale e originario, bensì per nutrirlo, per aprire e aprirci attraverso nuovi strumenti di comprensione e rielaborazione della realtà e del concetto più ampio di arte e creatività.
Crediamo che mettere in connessione il mondo teatrale e performativo contemporaneo con altre realtà creative e coeve che la contemporaneità produce e richiede, sia non solo un importante confronto, uno “stare al mondo”, ma anche, se vogliamo, una breccia per poi arrivare a quella fetta di persone (nuovi pubblici) che spesso non dialogano apertamente tra loro.
In questo caso particolare le altre figure tendono a rivelarsi veri e propri strumenti per l’artista che conosce nuovi linguaggi e discipline che ipoteticamente potrà rielaborare, declinare a proprio modo, assorbire, o semplicemente prenderne atto. Quello che mettiamo in atto da anni è un concetto di residenza a tutto tondo, mai fittizio, uno scambio reale, ricco e necessario (per noi, non solo per i residenti) ma non è ancora come vorremmo che fosse.

Oltre a tutto questo riterremmo corretto che gli tutti artisti che ospitiamo venissero sostenuti anche economicamente attraverso un salario, stipendio da percepire proprio per il lavoro attuato durante le residenze.
Attualmente Centrale Fies un salario non riesce a garantirlo a tutti. In questo momento le risorse per sostenere le residenze vengono attinte dal budget del festival estivo e in parte dalle altre attività economiche di Centrale Fies.
I vari livelli di residenza che mettiamo in atto oggi sono: un livello base, quello più articolato studiato per i sette componenti di FIES FACTORY, dove oltre spazi, vitto, alloggio, servizi, attrezzatura tecnica, competenze, accompagnamento, viene messo a disposizione un budget di produzione; e infine quello stipulato con gli artisti scelti per la programmazione del festival. In quest’ultimo caso spesso si parla di coproduzione del lavoro (ovviamente non l’unico modo che il festival ha per produrre le compagnie).
Pensiamo però che quest’ultimo livello sia viziato da un processo sbagliato, visto che un centro di residenza dovrebbe garantire uno stipendio e non necessariamente obbligare l’artista a un’esibizione pubblica.
Questa nuova versione di “residenza di scambio” per noi ha un’altra denominazione e formula, che stiamo mettendo in atto, ed è quella del coworking.

Per tutto il 2012/2013 attuato con l’artista, illustratrice e grafica Anna Deflorian (coworking 2) e con lo studio di architettura MI9 (coworking 1), coworkers che occuperanno gli uffici di Fies anche per tutto il 2014.
Il coworking è uno stile lavorativo che si fonda sulla condivisione degli spazi-ufficio e studio, così come delle aree ricreative all’interno della struttura. Nel nostro caso specifico il beneficio totale di questa modalità avviene non solo attraverso il reciproco nutrimento, spesso concretizzato in vere e proprie sessioni di brainstorming e confronto, ma anche attraverso lo scambio di spazi / servizi specifici.
Avere “in casa” uno studio di architettura può offrirti innumerevoli possibilità di scambio, così come un grafico o qualsiasi altra figura specifica di alto livello. In questo modo cresce esponenzialmente anche per i coworkers l’opportunità di interagire con un ambiente stimolante e con altri artisti.
Allo stesso modo l’artista (in quanto professionista dell’arte) a Fies può usufruire di questa modalità dando in cambio il proprio prodotto artistico.

Altro tipo di residenza l’abbiamo sperimentata con Live Works_performance art award affrontando – per la prima volta – una residenza comprensiva di curatela eterogenea: a seguire il lavoro dei 7 artisti visivi in residenza c’erano un curatore indipendente, il direttore artistico di Centrale Fies, un curatore legato alla realtà milanese Viafarini DOCVA, una produttrice sul campo. A risiedere con lo stesso principio degli artisti, i curatori e i produttori.

Questa è la nostra esperienza, oggi, e, in considerazione delle possibilità che abbiamo e di ciò che possiamo offrire, questo è il nostro modo. Se dovessimo pensare e indicare delle linee da seguire, sarebbero: casa, paga e curatela. Parole-chiave per una residenza di domani, per una residenza ideale.

 

Barbara Boninsegna e Dino SommadossiCentrale Fies

 

Centrale Fies è un centro di creazione e produzione delle arti contemporanee come performing art, exhibit, site specific, video e ogni forma di spettacolo dal vivo, di eventi come festival, esposizioni, manifestazioni; ma è anche una location davvero unica in grado di ospitare corporate meeting, tavole rotonde, work-shop. Tutto questo all’interno di una centrale idroelettrica ancora in funzione e che non smette mai di generare energie. Centrale Fies quindi è sia un luogo fisico, capace di trasformarsi a seconda delle esigenze, che un progetto concreto e ideale per lo sviluppo di percorsi artistici.

 

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Category: PROLOGO

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