Alla Residenza italiana un attestato di rischio – Davide D’Antonio

| 15 settembre 2013

ALLA RESIDENZA ITALIANA UN ATTESTATO DI RISCHIO

A compendio dell’intervento sulle residenze lombarde che si sono sviluppate secondo un modello dinamico rispondente al territorio e nella quale Residenza IDRA fa parte sin dall’inizio, vorrei restringere il campo di analisi e focalizzare l’attenzione su un elemento che potrebbe servire a identificare meglio la natura delle residenze italiane.
È perfino banale registrare le solite frasi per cui la nostra economia è stagnante, imbrigliata in un sistema politico opprimente e con fattori di sviluppo al minimo storico. Eppure proprio dagli studi economici penso che le residenze italiane dovrebbero saper trarre alcuni valori utili anche per una valutazione più approfondita. Infatti, sempre più siamo chiamati a produrre progetti per attingere a finanziamenti di qualsiasi natura. La parola stessa “progetto” (termine etimologicamente associato alla proiezione verso il futuro di idee o azioni) implica che non tutte le situazioni/eventi siano certi e che rimane un’incertezza che può generare eventi ed effetti anche dirompenti sugli obiettivi di progetto. Nasce, quindi, il concetto di rischio. Il rischio viene analizzato, classificato, indirizzato e monitorato secondo diverse metodologie e strumenti. Spesso si definisce un piano d’azione per il rischio, in cui si affronta e contrasta il rischio nel corso dell’esecuzione del progetto con delle azioni mitiganti (ad esempio indagini supplementari esplorative, test di tecnologie prima dell’utilizzo) e una riserva economica residua del rischio, data dalla probabilità di accadimento del rischio e dagli effetti stimati. I costi totali di progetto sono formati dai costi base di progetto, dai costi di esecuzione del piano d’azione del rischio e dalla riserva.

Il fattore rischio penso sia ampiamente sottostimato come parametro di valutazione di una struttura teatrale. È evidente, infatti, che più grande è il rischio che si corre maggiori sono gli “ammortizzatori” che la struttura deve crearsi anche in termini economici. Le residenze per loro natura intrinseca si fanno carico di una grande quantità di rischi. In primis si muovono sul piano di progetti la cui durata spesso ridotta produce una limitata stabilità sia dell’impianto artistico che di quello organizzativo e amministrativo. Le oscillazioni potrebbero incidere negativamente sulla capacità della residenza se non ci fossero dei piani precisi capaci di commisurare obiettivi, mezzi e risultati in una prospettiva di efficacia e economicità. Un secondo evidente fattore di rischio consiste nella propensione delle residenze verso l’innovazione. È vero, infatti, che le residenze hanno non solo dato “casa” alle più interessanti compagnie che sperimentano sui nuovi linguaggi ma che hanno proposto modelli produttivi diversi dalla classica e obsoleta mensilità di prove, modelli che si sono interrogati sulla inevitabile contrazione delle risorse, sulla ibridazione dei mezzi espressivi, sulle nuove tecnologie a disposizione, sul rapporto tra artista e pubblico, modelli che oggi si sono sempre più integrati con altre strutture – quali i festival ad esempio – rendendo il lavoro in residenza essenziale per le compagnie. Infine è da riconoscere alle residenze che sono state in questi ultimi dieci anni l’incubatore di nuove esperienze artistiche funzionando come veri “scouting territoriali” al fine di far emergere le eccellenze o di stimolare territori poco fertili. Si possono, quindi, valutare almeno tre fattori di rischio delle residenze – flessibilità della struttura, propensione all’innovazione, scouting territoriale – che rendono le medesime luoghi ad alto livello di sperimentazione e di rischio di impresa.
Se non bastasse possiamo identificarne un ultimo elemento di rischio fondante per una residenza: il territorio. Nella valutazione degli scenari evolutivi possibili di un territorio, quali l’analisi di problematiche di carattere ambientale, il rischio è un valore definito dal prodotto: R = P × Vu × Val
Dove P è la pericolosità dell’evento in analisi, ovvero la probabilità che un fenomeno accada in un determinato spazio con un determinato tempo di ritorno; Vu è la vulnerabilità, ovvero l’attitudine di un determinato elemento a sopportare gli effetti legati al fenomeno pericoloso (ad esempio nel caso di rischio sismico la capacità di un edificio a resistere all’effetto dello scuotimento); Val è il valore che l’elemento esposto al pericolo assume in termini di vite umane, economici, artistici, culturali o altro. Se riportiamo un po’ fantasiosamente l’equazione in termini di residenza artistica, il rischio può diventare un prodotto tra la probabilità che accadano imprevisti durante l’arco temporale della produzione, la capacità di resistenza della residenza alle perturbazioni “ambientali” durante il periodo, il valore riconosciuto alla produzione. Il risultato ci mette di fronte a rischi notevoli perché è difficile equilibrare il rapporto tra i tempi di prova di una produzione, i problemi che nascono dalla relazione col territorio circostante e il valore che il territorio stesso riconosce alla produzione.

Le residenze italiane si sono assunte in questi anni molti rischi. È arrivato il momento di riconoscere alle residenze un “attestato di rischio” che certifichi la bontà del lavoro svolto e le protegga dagli attentati più o meno volontari di incauti conducenti.

Davide D’Antonio
TeatroInverso / Residenza IDRA- Independet DRAma 

 

 

La residenza di produzione teatrale I.DRA, Independent DRAma Residence, è un luogo, un’idea ed una modalità di produrre, organizzare e fare teatro. L’Idra, animale mitologico a sette teste ognuna delle quali se recisa ne faceva crescere altre tre, rappresenta una delle dodici fatiche di Eracle e la sua immagine ben rispecchia l’essenza del nostro progetto. Si tratta, infatti, di una residenza multidisciplinare in cui molte teste si intrecciano nella prospettiva di un nuovo modo di creazione artistica, all’insegna della indipendenza produttiva. La pervicacia con cui l’essere mitologico si rigenera, vuol indicare la nostra volontà di essere sempre adeguati alla contemporaneità e alla ricerca di nuove forme di rappresentazione. L’Idra, quindi, non è per noi un mostro ma una sfida alla contemporaneità.

I.DRA – Independent DRAma Residence è nata dalla naturale trasformazione di una compagnia di professionisti che nel 1998 fondano il Teatro Inverso, ora compagnia residente di I.DRA. Dal 2008 la compagnia è vincitrice del bando ETRE della Fondazione Cariplo che la trasforma a tutti gli effetti in una residenza di produzione teatrale. Dal 1998 la sua attività è cresciuta esponenzialmente grazie alla cooperazione con teatri ed enti provinciali, regionali e nazionali. I.DRA si è adoperata per ricercare una nuova formula organizzativa capace di affrancarla dai finanziamenti statali che hanno sempre soffocato le compagnie italiane e al contempo che garantisca una continuità lavorativa.

I.DRA-Independent DRAma Residcence ha due aree di interesse: la produzione di performances e l’organizzazione di eventi secondo un unico progetto artistico.

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Category: PROLOGO

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