Protection – Laura Valli

| 20 maggio 2014

Protection   

Etre comprende residenze molto diverse fra loro per territorio e modalità di lavoro, abbiamo sempre considerato questa realtà come una grande ricchezza.
Cercherò di dare delle suggestioni senza alcuna pretesa di restituire con precisione tutti i modi di essere residenza o di ospitare in residenza che si mettono in atto all’interno della rete Etre. Tralascio volutamente anche disquisizioni fra residenze cosiddette creative o cosiddette territoriali. Mi sembra che durante il primo incontro a Prato avessimo superato bene la necessità della catalogazione.
Parto dall’inizio.

All’inizio del nostro percorso avevamo cercato di darci una definizione per iscritto con la pretesa di racchiudere in poche parole tutte le sfaccettature del nostro essere ed esistere. Abbiamo modificato mille volte quelle parole, limando, specificando, cambiando l’ordine dei fattori, fino a renderci conto che non sarebbe mai stato possibile arrivare ad una conclusione. Ma c’era una frase da cui vorrei partire: “spazio di produzione protetto”.

Il bisogno è avere uno spazio/tempo/luogo in cui sia possibile agire la parte più importante del nostro lavoro: la produzione. Produrre è un termine piuttosto inadeguato a spiegare cosa significa per una compagnia tutto il percorso di creazione e costruzione di uno spettacolo, è un processo estremamente complesso. Ci vuole cura.
Allora è necessario che ci siano alcune condizioni imprescindibili che vanno da uno spazio riscaldato, alle risorse per sostenere chi viene ospitato in residenza, e possibilmente fare in modo che queste risorse possano accompagnare la compagnia anche dopo, in fase di uscita dal solo periodo di creazione.

Le residenze lombarde hanno sperimentato diverse modalità, come nella loro natura, declinate a seconda della tipologia di spazi e territori. Dal progetto “Cantiere Campsirago”, che sostiene la produzione e la distribuzione in un luogo bello e protetto in mezzo alla natura, passando per Residenza Idra a Brescia che da sempre fa ospitalità in residenza e sostiene un bando sulla nuova drammaturgia NdN all’interno del proprio teatro. Fino ad Artedanza che pratica la residenza creativa con particolare attenzione alla Giovane Danza D’Autore.
​Ho citato solo alcuni esempi.
Altre residenze non ospitano perché non sono pronte per farlo.
Credo che questo sia un altro punto importante. Non essere pronti può significare non avere spazi adeguati, risorse o anche solamente energia sufficiente per occuparsi di altri. Non può e non deve in alcun modo essere una forzatura.
Altre ancora non prevedono nel proprio percorso poetico e progettuale la forma della residenza creativa.

Mi rendo conto a questo punto di aver parlato da subito di residenza di produzione e non di tempo di ricerca e sperimentazione. Perdonate la mia ‘milanesità’. Immagino ci possano essere punti di vista molto differenti, le altre figurine le leggerò dopo aver scritto la mia.
Così come durante l’incontro di Prato il concetto di ‘diritto all’ozio’ mi provocava un sentimento tra il fastidio, l’invidia profonda e il senso di colpa.

Dipende dal contesto. La maggior parte di noi lotta ancora quotidianamente per sopravvivere, non a caso le residenze più strutturate sono anche quelle che praticano la residenza creativa.
Le residenze a mio parere possono essere incubatrici di nuove pratiche, sicuramente sono un tentativo di risposta alle disfunzioni del vecchio sistema, ma siamo ben lungi dalla sicurezza di poter continuare ad esistere in futuro.
Per questo mi preoccupo un poco quando nei nuovi decreti ritrovo la definizione ‘residenze artistiche’ perché questa definizione potrebbe essere usata da qualsiasi grande struttura che voglia aumentare il suo budget attraverso estemporanei progetti di residenza, naturalmente con tanto di debutto + repliche + borderò+ giornate di contribuzione a carico del teatro e non della compagnia, naturalmente.

Chiudo il cerchio
Protezione.
Protezione vuol dire cura e tutela, del lavoro di chi viene ospitato.
Protezione vuol dire difendere il diritto alla creazione e produzione del proprio lavoro.
Essere protetti significa non essere soli, condividere il percorso con chi ospita e con l’esterno cioè il territorio.

Laura Valli
direttivo Associazione ETRE

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Category: figurine

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