Microclima – Sabino Civilleri e Manuela Lo Sicco | Ass. Cult. Civilleri/Lo Sicco

| 9 maggio 2014

Microclima

Nel mondo sono tutti vestiti d’estate, per dire…

Qualche tempo fa abbiamo ricevuto questo sms. È stato inviato da Elena Stancanelli, che ha partecipato a una delle nostre residenze passate, precisamente quella fatta nel 2014 presso “La Corte Ospitale di Rubiera”. Siamo rimasti molto colpiti, abbiamo riso e ragionato sul senso latente che quelle poche parole custodivano. Era vero, tutto vero! Il nostro abbigliamento rispondeva a una stagione, a una temperatura che non aveva nessuna corrispondenza con il mondo esterno.
Una residenza è anche questo. È un microclima: il surriscaldamento o il raffreddamento sono determinati da fattori ed elementi assolutamente unici e irripetibili. Dentro i teatri l’uomo ha un valore assoluto, l’aria ha un peso diverso, una consistenza diversa. La luce è materia visibile, il vuoto ha un ritmo, la scienza non è perfetta e il volo può essere una caduta. Basta una piccolissima variazione di uno di questi elementi per cambiare profondamente il senso di tutto, distruggere il microclima adatto a generare nuove forme di vita.

Noi non prepariamo mai una singola residenza, ma lavoriamo all’articolazione di un progetto proprio perché quello che cerchiamo di fare è costruire condizioni di vita e artistiche uniche e necessarie, senza le quali il nostro lavoro e la nostra ricerca non potrebbero esistere. La coincidenza tra condizioni di vita e condizioni artistiche è stata fondamentale nella scelta della modalità residenziale. Non vi sono vie d’uscita e ogni attimo è dentro la ricerca perché non esiste il fuori. È una visione strettamente legata al tempo, alla sua manipolazione a favore di un’identità che non è la nostra. L’esempio più esplicito è il progetto durato due anni, che ha generato lo spettacolo Educazione Fisica. I luoghi scelti per le residenze preliminari non erano dei teatri, ma le palestre e i centri sportivi. Nel testo rarefatto, nell’eco tipico dei centri sportivi, nella luce naturale, nel fischio delle scarpe, nell’odore del linoleum. I diciotto partecipanti a quelle residenze, hanno trovato una fonte profonda, perché immersi in una condizione di vita che ha determinato la loro condizione in scena. Ovviamente non tutti hanno resistito, molti si sono tirati indietro, alcuni hanno avuto delle difficoltà. In queste occasioni la pressione si alza notevolmente e tenere a lungo non è facile, anche perché il risultato non è scontato per nessuno. Il progetto prevedeva una messa in scena teatrale e quindi le ultime tappe residenziali sono state accolte in teatri veri e propri. In tournée siamo andati con i camper, percorrendo l’Italia da Milano a Vittoria. Abbiamo dormito dietro le quinte, cucinato sotto il palco e lavorato con l’odore del soffritto. Potrebbe essere uno degli aneddoti raccontati dai vecchi attori di giro, che cucinavano clandestinamente dentro le stanze delle pensioni. Si, perché questo mestiere è antico, aldilà dello stile e della poetica.

Nell’aprile del 2012 all’interno del Teatro Garibaldi Aperto di Palermo abbiamo iniziato le residenze preliminari di Boxe. È un progetto incentrato sul teatro come luogo della comunità, degli uomini e delle donne, che lo vivono come forma di lotta giornaliera. Per questo abbiamo aperto dialoghi con quelle realtà, che si prendono giornalmente l’onere di restituire e aprire i teatri alla comunità artistica e alla comunità cittadina. Non stiamo alludendo ai soli teatri occupati. La prima residenza creativa di Boxe è stata accolta da un bando scritto e pubblicato dal Teatro dei Venti. Nella loro proposta gli artisti e i gruppi artistici sono invitati a presentare repertorio (termine e pratica ormai in disuso in Italia) e aprire una parentesi di residenza creativa su un nuovo progetto. È però importante soffermarsi sulla loro idea di residenza artistica: attraversare un luogo, una comunità, il loro gruppo di lavoro con intensità per lasciare un segno.

Ma questo è solo un esempio. Dal 2009 ci siamo relazionati con modelli di residenza molto diversi e virtuosi, ma la nostra progettualità soffre la mancanza di una continuità dovuta ad una visione progettuale ristretta ai dieci giorni, all’annualità.

Chi è disposto a cacciare fuori con coraggio un vero sostegno attorno a un trentenne, rimanendo attenti a non creare sistemi di corte medievale? Noi non cerchiamo uno spazio e un periodo per fare le prove ed arrivare ad un debutto. Cerchiamo proprio di svincolarci a favore di una visione più articolata da sviluppare con i nostri interlocutori. Ma fuori il clima è diverso e spesso non si parla la nostra lingua. Per noi le residenze non sono una modalità di produzione in sostituzione ai modelli del passato, non sono la soluzione ai problemi del sistema teatrale italiano. Semplicemente la coincidenza tra la nostra condizione umana e la nostra condizione artistica ha creato delle necessità e suggerito un percorso con le sue fasi.

 

Sabino Civilleri e Manuela Lo Sicco
Associazione Culturale Civilleri/Lo Sicco

Bio Sabino Civilleri e Manuela Lo Sicco
Nel 1999 con Emma Dante, Gaetano Bruno e Italia Carroccio, fondano la Compagnia SudCostaOccidentale. Dal laboratorio permanente condotto da Emma Dante e fondato sulla autorialità dell’attore nascono spettacoli come mPalermuCarnezzeriaLa Scimia, Cani di BancataLe Pulle, Ballarini (Trilogia degli occhiali), scritture sceniche originali vincitrici di numerosi premi tra i quali Pre-mio Scenario e Premio Ubu. Nel 2009 Lo Sicco affianca come coreografa la regista Emma Dante con il maestro Barenboim nella realizzazione della Carmen di Bizet per la prima del Teatro alla Scala per la stagione lirica 2009/2010; con la stessa mansione Manuela lavora all’opera di Rossini “La Cenerentola” che ha debuttato al Teatro dell’Opera di Roma e insieme a Sabino Civilleri firma le coreografie di ” La Gisela!” di Hans Werner Henze per il Teatro Massimo di Palermo, entrambe le opere sono state dirette da Emma Dante.

Nel 2011 Sabino Civilleri e Manuela Lo Sicco, scelgono un percorso indipendente, che li vede impegnati nella ricerca della propria identità teatrale e della propria modalità creativa. Pertanto cominciano così a condurre un gran numero di laboratori di formazione dedicati alla ricerca del proprio linguaggio teatrale partendo dallo studio delle discipline sportive, con una particolare attenzione alle dinamiche di gruppo e all’ascolto corale. Nel 2015 fondano in collaborazione con altri artisti e operatori dello spettacolo – quali Filippo Farina, Enya Idda, Erika Favaro e Giusi Giardina – l’Associazione Culturale Civilleri/LoSicco, casa internazionale per gli artisti, aperta alle collaborazioni e alla condivisione di progetti.

Sabino e Manuela collaborano e lavorano nell’ambito della formazione e della ricerca con strutture quali La Fondazione Mertz di Torino, La GAM di Torino, Art Performing Festival di Torino, Art Camp 2012 di Torino, Collinarea Festival di Lari, Teatro Era di Pontedera, Crt Centro di ricerca per il teatro di Mila-no, Pim off Spazio Scenico di Milano, Associazione Santa Briganti di Vittoria (RG), Associazione 4×4 di Milano, IX Festival dell’Incanto di Rodi, Associazione La Palmetta di Terni.

Con giovani attori provenienti da diverse realtà territoriali dell’Italia e con esperienze diverse, i due iniziano un ciclo di residenze di studio che portano alla costruzione del primo spettacolo di cui firmano la regia: Educazione Fisica, di Elena Stancanelli. Lo spettacolo debutta (2011) a Milano al Crt Centro di ricerca per il Teatro ed è attualmente in tournée in Italia. Nel 2014 debutta Tandem, il secondo spettacolo in cui Sabino e Manuela firmano la regia su testo della stessa Stancanelli. L’ultimo lavoro è lo spettacolo Boxe di cui sono ideatori e registi su testo di Enrico Ballardini.

Tandem e Boxe sono attualmente in tournée in Italia e nei prossimi mesi valicheranno i confini nazionali: lo spettacolo Tandem è stato infatti selezionato dal Festival Internazionale de Teatro de Almada (Portogallo) e dall’ Edinburg Festival Fringe, festival delle arti più grande al mondo.
Sabino e Manuela pur avendo una formazione rivolta al teatro si approcciano al mondo del cinema lavorando come attori con registi come Matteo Garrone, Daniele Ciprì con il quale Lo Sicco partecipa alla 69” Mostra Internazionale del Cinema di Venezia e insieme sul set del recente “La Trattativa” di Sabina Guzzanti.

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Category: figurine

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