Fasi di Luna. La Compagnia La Luna nel Letto tra ricerca e residenzialità – Rosagiulia Scarongella

| 17 settembre 2014

Fasi di Luna. La Compagnia La Luna nel Letto tra ricerca e residenzialità

CHI SIAMO

Siamo tante cose insieme, ciascuna distintamente importante e stimolante. Siamo un coloratissimo disegno più che una statica figurina come quella dei vecchi album dei calciatori.
La nostra storia comincia 22 anni fa a Ruvo di Puglia, quando eravamo un gruppo informale riunitosi intorno all’idea di cultura/arte/operatività/studio in maniera quasi spontanea.
Tutto questo nel giro di pochi anni è diventato, grazie ad una figura come quella di Michelangelo Campanale (scenografo e tecnico luci, allora e oggi anche regista e light designer), un soggetto associativo definito, l’Ass. Cult. tra il dire e il fare, che entrando in relazione con maestri, formatori, attori, registi e professionisti del mondo dello spettacolo dal vivo, ha fatto una scelta precisa: operare e concentrare le attività nel territorio di origine incentrandole sul lavoro con i bambini e sulla ricerca capillare a contatto con il territorio. Tutto questo vissuto come scelta culturale e politica precisa: “ portare a Sud” tutte le esperienze, le conoscenze i contatti scoperti altrove che qui arrivavano grazie al lavoro di Michelangelo, per ricreare un tessuto culturale nuovo, ma radicato nella tradizione.
Nel 2000, all’interno di questo contesto, nasce formalmente anche la Compagnia La Luna nel letto grazie alla nostra prima produzione nata a seguito di una lunga ricerca fatta a contatto con i bambini. La Bella Addormentata è stato lo spettacolo che ci ha catapultato nel mondo del teatro professionistico per i ragazzi. Il nostro slancio all’esterno non ha comunque mai perso il contatto con il tessuto locale da cui è sempre partita, e tutt’ora parte, la nostra ricerca.
Dentro e fuori.
Siamo entrambe le cose e senza una di esse perderemmo la nostra identità.
Tutto quello che abbiamo costruito, le relazioni che abbiamo coltivato, le storie che abbiamo raccontato, le energie che abbiamo assorbito, nel 2008 sono confluite nell’esperienza delle Residenze Teatrali Pugliesi e, in particolar modo, nella gestione del Teatro Comunale di Ruvo di Puglia. Per noi la Residenza è la possibilità concreta di portare avanti la ricerca artistica e il lavoro sul territorio, lo stimolo continuo per la creazione di nuovi prodotti artistici, l’alta formazione di figure professionali legato al campo delle arti sceniche e la concreta occasione di poter dare spazio e “casa” a tutte quelle compagnie che non ce l’hanno dando vita a residenze artistiche che non sono solo messa a disposizione di uno spazio. Noi intendiamo la residenza artistica come scambio di esperienze e conoscenze: partecipiamo attivamente ai processi creativi mettendo a disposizione quello che sappiamo fare a livello tecnico, organizzativo , formativo, promozionale e chiedendo agli artisti di condividere con noi quelle che sono le loro competenze e i loro pensieri artistici…e non solo. E questo ci consente di creare relazioni intense e durature che, in moltissimi casi, hanno dato vita a vere e proprie reti nazionali di studio, di progettazione, di costruzione di nuove strategie.
Un disegno a tinte forti, con colori accesi che hanno bisogno, oggi, di un potente “fissativo”.

IL NOSTRO PROSSIMO FUTURO

Grazie alla nostra evidente capacità di intessere relazioni e alla forte identità del nostro lavoro artistico si sono create le condizioni perché quest’anno, in questo particolare momento di crisi (economica e non solo) noi potessimo fare un grande salto: rilanciare invece che chiuderci a riccio nelle nostre piccole e precarie certezze.
Dopo un lungo lavoro di contatti e grazie alla mediazione dell’attore e amico Marco Manchisi, abbiamo ottenuto i diritti per rappresentare L’Abito Nuovo, opera in 3 atti scritta da Eduardo De Filippo e Luigi Pirandello e che richiederà l’impiego di almeno 10 attori.
Una sfida importante che, in questo momento, ci chiede di guardare lontano e di continuare a coinvolgere il nostro pubblico, chi ci segue e ci vuole bene e di chiedere loro un sostegno concreto affinché il nostro sogno possa anche diventare il loro.

COSA VORREMMO

Che le residenze siano riconosciute come bene pubblico primario. Come luogo di ricerca, di programmazione e produzione di spettacolo dal vivo, di formazione dello spettatore alle arti; come polo culturale, artistico e sociale. E riconosciute significa, per noi, anche poter assicurare a noi e ai nostri pochissimi collaboratori un reddito minimo ma garantito che ci dia la possibilità di creare e si lavorare. Perché la cultura, anche e soprattutto attraverso questa forma di sostentamento per gli operatori, possa essere considerata un bene pubblico primario alla stessa stregua della scuola, della pubblica amministrazione, della sanità. Perché questo siamo, lavoratori del pubblico…ma senza gli stessi diritti di quelli riconosciuti.

Rosagiulia Scarongella

Ass. Cult. Tra il dire e il fare
Compagnia La Luna nel Letto

 

Tags: , , , ,

Category: figurine

About the Author (Author Profile)

Comments are closed.