Figurina Cinetica – Francesca Pennini

| 4 giugno 2014

Figurina Cinetica

PANORAMA
#cannocchiale #fertilizzante #sisma

Nel 2007 ho fondato CollettivO CineticO, compagnia di danza contemporanea impegnata nella sperimentazione coreografica e nella riformattazione dell’evento performativo. Nello stesso anno é iniziata la collaborazione con il Teatro Comunale di Ferrara, innescata grazie al Premio Giovani Danz’Autori (il teatro, in qualità di partner della rete Anticorpi, offriva gli spazi prove ai candidati della città) e alimentata nel corso degli anni fino ad essere ufficializzata nel Maggio 2014 come “residenza stabile”.

Con questa convenzione il teatro ci sostiene offrendoci lo spazio delle sale prova mentre noi ci occupiamo di ideare e realizzare una serie di attività di impatto sul territorio. L’avere un tempo continuativo per organizzare il lavoro ci ha permesso di dedicarci alla sperimentazione e alla ricerca concedendoci momenti in cui lasciar emergere la riflessione senza un’imminente necessità di finalizzazione come, anche, la possibilità di lavorare in maniera intensiva e produttiva secondo i ritmi scanditi dal nostro calendario di compagnia.

Il nostro impegno sul territorio si concretizza in progetti di formazione del pubblico, sensibilizzazione alla danza contemporanea, workshop, percorsi di visione degli spettacoli in cartellone ed attività sempre più intensive dedicate alla stimolazione di nuovi artisti e spettatori (con particolare attenzione agli adolescenti).

La ricaduta che il nostro lavoro ha avuto sulla città é stata una progressiva fertilizzazione ed un aumento esponenziale dell’interesse da parte delle giovani generazioni tramite un processo sismico costante e spudorato che, anziché attendere e accogliere, si preoccupa di invadere e rendersi presente a chi non sa cos’é la danza contemporanea e, soprattutto, a chi ancora non sa di amarla.

SPOSTAMENTO
#stacanovismo #marcatura #dai

Il nostro approccio alle residenze “in trasferta” ha una natura diversa e complementare a questa forma di continuità. A casa il pensiero, la ricerca, le idee occupano come un liquido la quotidianità e alimentano le sessioni in sala prove.

Quando ci spostiamo in un centro di residenza la vita quotidiana diventa materia di lavoro, uno degli addendi di un unico densissimo condizionamento.

Ad esempio, durante la ricerca sull’indeterminazione del tempo abbiamo programmato la residenza trasponendo le ore di 60 minuti in ore di 100 minuti, facendo quindi slittare e amplificare l’intera quotidianità (circa 7 giorni sessagesimali erano vissuti come 4 giorni decimali dai tempi dilatatissimi).

Questo tipo di residenze vengono pianificate al secondo, pensate sulle peculiarità del luogo e formattate sulle necessità del lavoro che stiamo sviluppando risultando esperienze immersive, totali e stacanoviste.

La limitatezza del tempo diventa una sfida alla rapidità nell’interpretare il contesto che ci ospita (teatrale/organizzativo/sociologico/geografico/naturale) e al rispondere mettendolo in reazione. E’ un processo che credo somigli alla marcatura animale, una territorializzazione (come generazione di relazione con un luogo) e distribuzione di segni rapida, mirata e criminale.

È proprio dalla differenziazione della natura dei luoghi di residenza e delle loro risorse che il lavoro artistico viene nutrito e stimolato alla ricerca di nuove strategie e metodi.

TRACCE
#segreti #furti #tag

La banda di ragazzini di strada che ad Anzio é stata coinvolta nelle nostre sperimentazioni urbane e ha dato il titolo alle ‘vignette’ dello spettacolo “XD ” / I cani randagi che rincorrono il nostro superman nel parcheggio della stazione di Pozzuoli con le fauci schiumate a millimetri dal suo mantello / I pezzi di materiali raccolti all’Arboreto di Mondaino con cui abbiamo costruito il primo prototipo del dispositivo “cinetico4.4” / La spiegazione di una performance nascosta sotto ad una mattonella delle sale espositive del Castello Pasquini a Castiglioncello (c’é ancora) / La riproduzione esatta del movimento delle persone nella balera del giardino del castello in un quadro del nostro spettacolo “<age>” / Le mappe immaginarie realizzate dagli adolescenti che hanno esplorato per la prima volta il Garage Nardini di Bassano con gli occhi bendati…

Ogni lavoro ha l’impronta dei luoghi e delle persone che l’hanno accompagnato e incide un piccolo segno in quei luoghi.

È un taggarsi a vicenda.

Una messa in moto.

Una dichiarazione di presenza.

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#desideri

– messa in gioco delle organizzazioni nell’intercettare e attivare le risorse specifiche del luogo (ospiti, esperti, elementi peculiari di un territorio…)

– risorse economiche per supportare e amplificare i progetti di formazione che facciamo sul territorio e che al momento sono principalmente in forma di baratto

– possibilità di prove tecniche, con allestimento luci/audio

– mappatura dei luoghi di residenza filtrabili per caratteristiche e nel dettaglio

– conservazione e esaltazione delle differenze tra i luoghi di residenza

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#dati

I luoghi in cui siamo stati in residenza artistica sono Armunia (Castiglioncello); L’Arboreto (Mondaino); CSC Garage Nardini (Bassano); Almagià / Cantieri (Ravenna); Festival Il Giardino delle Esperidi (Campsirago); Teatro Verdi (Padova); Festival Rifrazioni (Anzio); Echocentrica / Dancity Festival (Foligno); Punta Corsara/ Festival movimentale (Napoli); Old Power Station (Lubiana / SL) e all’interno del progetto europeo di ricerca Choreoroam: The Place (Londra / UK); Dansateliers (Rotterdam / NL); Dance Week Festival (Zagabria / CH); Dansescenen (Copenhagen / DK); Centro de danza Canal (Madrid / ES).

Francesca Pennini / CollettivO CineticO

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