La scoperta dell’acqua calda – Andrea Cerri e Renato Bandoli | Fuori Luogo

| 17 settembre 2014

Il progetto “Fuori Luogo” nasce da un’idea semplice. In un territorio rimasto per anni periferico rispetto ai circuiti teatrali nazionali, arido e ostico per la nascita e la crescita di nuove realtà artistiche, ma affamato di nuove esperienze culturali, abbiamo deciso di mettere insieme le forze di tre realtà teatrali (Gli Scarti, Balletto Civile, CasArsA Teatro), ognuna promotrice di differenti linguaggi con identità e modalità operative proprie, ma con l’obbiettivo comune di proporre anche alla Spezia le migliori espressioni del teatro e della ricerca contemporanea, di creare un terreno fertile e l’opportunità per i giovani di godere di uno sguardo diverso sul presente e sulla realtà che li circonda.
Perché macinare chilometri per andare a cercare uno spettacolo davvero interessante, trasformandoci in “pendolari” del teatro verso città più vivaci? Perché non far conoscere le potenzialità espressive a chi non è mai stato a teatro o a chi pensa che il teatro sia una forma ormai logora e “vecchia” dell’espressione artistica? (E in certi, forse troppi casi lo è!)
Perché non dare la possibilità ai giovani artisti del nostro territorio di imparare e confrontarsi con maestri più maturi, non solo anagraficamente, o con altri emergenti artisti più o meno coetanei?
Da quelle domande e proprio da un’esperienza di residenza artistica stanziale (tutt’ora in corso) che il Comune della Spezia ha affidato alla Compagnia degli Scarti e di residenze temporanee affidate a Balletto Civile, presso il Centro Giovanile Dialma Ruggiero, è nato Fuori Luogo: un progetto che prevede oltre alla stagione di spettacoli, incontri con gli artisti, laboratori nelle scuole, approfondimenti per gli spettatori, workshop e seminari, e dalla seconda edizione residenze e co-produzioni.
Il concetto di residenza ci è sempre risultato un po’ oscuro, ed è per questo che abbiamo cercato di riempirlo di significato, non astrattamente ma mettendo in opera fatti e pratiche che, pur nella ancora giovane età di Fuori Luogo, hanno iniziato a dare i primi frutti.
Intendiamo le residenze come la possibilità di mettere a disposizione di artisti coi quali creare relazioni, intese, affinità e comunanza, lo spazio che ci è stato affidato. Uno spazio attrezzato, nuovo, accogliente.
La possibilità per gli artisti di lasciare segni e raccogliere idee dal territorio, dal nostro pubblico, dai ragazzi che frequentano i nostri laboratori, dai nostri artisti.
La possibilità di usufruire gratuitamente di una foresteria, di avere un seppur piccolo contributo economico alla produzione, di presentare al nostro pubblico il lavoro frutto di quel percorso di lavoro e di ricerca e, cosa non secondaria, di ricevere un adeguato cachet.
Proprio perché viviamo sulla nostra pelle le difficoltà di fare teatro e di lavorare in questo settore, fin da subito abbiamo adottato una sorta di “codice etico” interno, che consiste semplicemente in un principio: fare teatro è un lavoro, un lavoro particolare, ma pur sempre un lavoro. E avendo l’opportunità di ospitare il lavoro di altre compagnie, dobbiamo loro garantire le condizioni migliori, sia economiche che di accoglienza. Non ci sentiamo e non siamo obbligati ad organizzare una stagione, una rassegna o un festival. Ne sentiamo l’urgenza e l’esigenza, ma se non potessimo garantire le condizioni di dignità e di riconoscimento del valore del “lavoro teatrale”, o se venissero meno in futuro tali condizioni, il progetto per noi si concluderebbe. Verrebbe a mancare uno dei presupposti sui quali si fonda.
Abbiamo avuto la fortuna (rara) di aver trovato nell’amministrazione pubblica persone intelligenti che hanno capito l’importanza del progetto per la nostra comunità e il valore di questa impostazione nei rapporti con gli artisti. Abbiamo richiesto e ottenuto contributi economici che ci consentono, pur tra mille sforzi, di garantire tali condizioni riservando fin da subito una parte del budget per finanziare le residenze/produzioni.
Da qui sono nate le esperienze di questi anni prima con Daniele Timpano e Elvira Frosini per Zombitudine, poi con Punta Corsara per Hamlet Travestie e Babilonia Teatri per Jesus, in futuro ospiteremo Carrozzeria Orfeo, nella speranza di poter aprire la nostra realtà agli sguardi che le varie compagnie teatrali ospiti possono donarci col loro lavoro. Questa impostazione “arricchisce” noi, il nostro territorio e gli artisti che ospitiamo. Spesso nei convegni, nei dibattiti pubblici sui problemi strutturali del sistema teatrale italiano, sentiamo un sacco di parole, giuste lamentele, e buoni propositi.
Nel nostro piccolo cerchiamo di partire da pratiche quotidiane. Perseguiamo quei principi necessari che tutti noi del settore professiamo e condividiamo sulla dignità e le condizioni del “lavoro teatrale”. In fondo, come si vede, “la scoperta dell’acqua calda” è alla portata di chiunque la voglia veramente scoprire.

Andrea Cerri e Renato Bandoli
(Fuori Luogo – L a Spezia)

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Category: figurine

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