L’arte del vivere in viaggio. Come residenza artistica | Ornella D’Agostino e Alessandro Melis – Carovana S.M.I.

| 30 settembre 2014

Non è facile per noi indirizzare il modo, trovare la forma per parlare delle “residenze” perché siamo dei nomadi del corpo e dell’anima e viviamo in un terra, l’isola dl Sardegna, che potrebbe essere pensata e strutturata come una vasta residenza artistica e culturale, composta da meandri di piccoli luoghi insoliti e misteriosi, per le bellezze del paesaggio naturale e archeologico (non lo stesso si può dire di quello architettonico, devastato dalle scellerate politiche del cemento dagli anno ’60) e della arcaica ritualità sociale che ancora persiste nell’isola. La Sardegna è un luogo ideale per rigenerare l’immaginario e la percezione in una dimensione sospesa nel tempo e nello spazio. Un luogo dove incubare sogni e visioni ma un luogo pericoloso per l’attrazione all’immobilità e alla stanzialità che l’isola esercita sulle persone che la abitano. Salvarsi dal mal di Sardegna, non cadere nell’apatia e nella rinuncia che questa terra genera, vuol dire per noi, quindi continuare ad imparare, in modi diversi, a combinare il fascino della stanzialità con la fatica e l’euforia del viaggio, del nomadismo.
Un progetto di “Residenze” in Sardegna si deve combinare, quindi, con una rete di relazioni che favoriscano la mobilità dentro e fuori dall’isola.

È da tempo che, gli operatori e le istituzioni, in Sardegna discutono e si confrontano sul progetto “Residenze”, Il Comune di Cagliari ha inserito le Residenze come progetto centrale del suo Piano Strategico e del progetto di Candidatura di Cagliari Capitale Europea della Cultura nel 2019.

Per continuare a portare un contributo al dibattito sulle residenze, possiamo in questa fase in cui non si è ancora generata una massa critica condivisa con gli operatori del settore artistico sardo, spostarci dal piano del generale a quello della nostra esperienza particolare.

Attraverso la realizzazione di residenze itineranti Carovana SMI ha affinato le abilità ei saperi, laboratori interdisciplinari, itinerari di ricerca sociale e produzione artistica nei paesaggi e nella sofferenze dei luoghi. RicercAzione artistica e sociale, nella metamorfosi dell’arte tra danza, musica, terapie tradizionali e contemporanee, esperienze performative a confronto.

Carovana SMI, diretta da Ornella D’Agostino, in collaborazione con il ricercatore Alessandro Melis e moltissimi artisti e operatori, ha viaggiato in questi vent’anni tra Arte e Scienza, cuore e conoscenza, promuovendo residenze artistiche per la cura dei luoghi e delle persone. Residenze artistiche itineranti per sconfiggere la crisi in tempo di crisi, nella libertà d’espressione e ricerca del sé. I progetti residenziali e resilienziali “L’arte del vivere in viaggio”, che Carovana SMI dedica a questo incontro, dove dovrebbero delinearsi idee guida alla nascita di un progetto di residenze/resistenze/resilienze artistiche capaci di giocare con i disaggi del mutamento, con le promesse e i linguaggi del nostro tempo.
L’arte del vivere in viaggio è stato in questi anni un percorso di residenze nomadi, che dal suo nascere ha navigato, radicandosi nelle abilità di artisti e terapeuti, dei compagni di viaggio, dei territori e dei saperi, nel cuore di valori assenti alla medialità, da riscoprire nella contemporaneità.
La Residenza artistica nell’esperienza di Carovana SMI, si radica nel viaggio del mutamento continuo, per riscoprire i luoghi, le persone che li abitano, interagire e generare nuove relazioni e futuri impossibili.
Respiro profondo di viaggiatori che attraverso la danza, le arti sceniche, i processi di ricercazione e nuove e antiche arti di esplorazione del SE, hanno incontrato luoghi e persone alla ricerca di nuovi equilibri tra nomadi e stanziali per rinnovare il patto tra uomo e natura, tra conoscenza e creatività.
Spesso la residenza è stata la città o il paese, a volte luoghi dismessi o territori rurali. Il viaggio stesso è stato la dimora artistica, nell’incanto dei suoi scenari o nello sfregio ingegneristico, nell’isolamento naturale o nei luoghi abbandonati dal tempo.

Abbiamo viaggiato da soli o con molti compagni, nelle felicità e nelle difficoltà del nostro tempo, alla ricerca di un luogo ideale capace di lasciarsi attraversare dal giusto tempo, in itinere per lasciar agire in se il processo creativo: il luogo della residenza.
Luogo di ricerca interdisciplinare, di formazione per lo scambio d’esperienze, nell’intrecciarsi di saperi locali e discipline artistiche e terapeutiche del canto e la danza.
La residenza deve essere luogo di meditazione e ricchezza, articolata e al contempo facilmente fruibile, pensata per modificarsi e rendere disponibili nuove abilità e riflessioni capaci di generare un umanesimo fondato sull’equilibrio tra etica ed estetica dove la sensibilità all’arte, al paesaggio e alla dignità, nello spirito itinerante degli artisti e di coloro che si sentono cittadini locali di un mondo globale siano elementi percettibili.
Le residenze itineranti dell’arte del vivere in viaggio hanno riflettuto cercano risposte alla complessità della crisi di valori del mondo contemporaneo in generale e del teatro e delle arti sceniche in Italia e Sardegna in modo particolare.
Oggi la residenza artistica può essere una risposta alla immodificabilità dell’universo teatrale italiano, all’ascolto della molteplicità di esigenze, tra le ansie, insicurezze e difficoltà, accentuate da un crisi economica, sociale e ecologica con tutte le sue rifrazioni politiche e personali che la mancanza di idee rende più acuta.

“L’arte del vivere in viaggio”- dal 2010, è in continuità con il programma Mare di Danza. L’arte come dialogo interculturale nel Mediterraneo che è stato avviato dal 1996 in Sardegna e nel Mediterraneo Arabo ed Europeo. Un programma itinerante ed interdisciplinare, che ho compreso residenze internazionali con artisti che provenivano da quelle regioni, pensate per favorire la mobilità delle persone e delle esperienze.
Mare di Danza. L’arte del vivere in viaggio dal 2013 confluisce in un nuovo progetto Approdi. Festa di Arte e Comunità, a Cagliari nel quartiere Sant’Elia.
E’ un programma che sancisce un radicale cambiamento nella programmazione di Carovana SMI. Dopo anni di percorsi itineranti tra diverse aree urbane e rurali, si apre un nuovo capitolo: si investe nel rinforzo di un progetto a lunga scadenza di residenza artistica, per la promozione della delle arti contemporanee a partire dalla città di Cagliari, contribuendo al rilancio del Centro Comunale del Lazzaretto, nel Borgo Sant’Elia.

Il titolo Approdi richiama due dimensioni: quella geografico-culturale della prossimità al mare e del suo rapporto con la terra, rimarcando la necessità di una cooperazione con i paesi afferenti all’area EuroMediterranea; quella sociale, di approdi intesi come quei luoghi in cui è possibile riparare dopo un lungo viaggio, una tempesta o dopo un’intensa ricerca, come punto di ancoraggio esistenziale in cui riflettere, conoscersi e riconoscersi, ripartire ed evolversi. Con Festa si intende un evento inclusivo e partecipativo, capace di coinvolgere la comunità in tutte le sue articolazioni in un processo basato su forme espressive interdisciplinari che spaziano dalla danza, alle arti visive, alle installazioni e rassegne video, incontri, architetture temporanee, itinerAzioni di arte e ambiente, per lavorare in un tipico paesaggio urbano periferico con l’obiettivo di indagarlo nella sua specificità e nei rapporti con altre aree della città, interrogarlo e riflettere sulle sue criticità in vista di possibili soluzioni partecipate.
Si sceglie come luogo privilegiato il quartiere di San’Elia nella sua complessità, ivi compresi i suoi conflitti e gli spazi dimenticati, ma anche i percorsi di connessione tra il quartiere e il centro della città.
Tra gli spazi individuati per l’azione, assumerà un ruolo di assoluta rilevanza il Centro di cultura e arte Il Lazzaretto, inteso come stazione di transito e approdo delle attività e delle esperienze itineranti, luogo aperto alla partecipazione. In un tempo relativamente breve, nel processo di collaborazioni e partenariato avviato nel 2013 con Indisciplinarte di Terni e una rete di operatori in Sardegna, scrupolosamente selezionati, l’ambizione di Carovana SMI e dei suoi partner è di proporsi alle amministrazioni pubbliche per la gestione del Centro Comunale Il Lazzaretto, pensandolo come Piattaforma per la Trasmissione Creativa, e della cultura della danza, per il passaggio di competenze nel territorio, altamente replicabile, dove tutte le parti sono attive per la trasformazione socio-culturale, oltre che centro destinato dal Comune di Cagliari, alla formazione creativa ed espressiva, in senso lato, dei bambini, dei ragazzi e delle famiglie del quartiere e della città.

Dopo anni di intenso lavoro di promozione e sperimentazione di modelli innovativi interdisciplinari e di progettazione partecipata con varie comunità, Carovana SMI è pronta per strutturare un progetto residenziale.

Il bagaglio del progetto è quello dell’arte interdisciplinare, processo creativo e produttivo a cui tutti possono contribuire.

Il Lazzaretto è percepito come agorà, luogo in cui, per non disperdersi, ci si raccoglie per la trasmissione della conoscenza, per coltivare la ricerca del sapere; spazio d’incontro e di coesione della comunità educante per la costruzione del valore d’appartenenza e di cittadinanza, centro della polis dove stimolare e strutturare l’emersione di visioni e di sistemi per la produzione economica, culturale, politica e etico-spirituale, luogo, cioè della democrazia per antonomasia dove discutere dei problemi della comunità e ricercare regole e soluzioni. Spazio di relazioni circolari, orizzontali, itineranti e mutuanti, che meglio accoglie e organizza, rispetto alla frontalità e verticalità, azioni di Peer Education e di mentoring, l’incontro e il confronto intergenerazionale e la trasmissione dell’esperienza anche attraverso i “testimonial”. La prossimità del quartiere al mare, ci porta intimamente ad aprirci all’ignoto, a confrontarci con la diversità, con la percezione che il mare non è un muro ma uno spazio fluido da navigare verso altri mondi e futuri possibili, fonte di salute, produttività e creatività se attraversato con rispetto e consapevolezza. Approdi è l’inizio di un cammino che considera che “chi viaggia senza incontrare l’altro, non viaggia: si sposta”.
I temi del progetto: l’idea di fondo è quella di lavorare sul paesaggio (naturale, architettonico e dei corpi che sono paesaggio del vissuto e del potenziale creativo delle persone) e sul passaggio. Le due immagini sono identificate come cardini della vita nell’età di mezzo. Il paesaggio poiché molto del futuro viene dato da quello che è la vita come la si vede e negli spazi in cui è costretta (mentali o fisici), il paesaggio come luogo d’incubazione del futuro nella sua complessità; il passaggio perché è proprio nelle fasi delicate di passaggio dall’infanzia all’età adulta, dall’uscita della scuola al lavoro, dal quartiere alla città etc, che c’è bisogno di idee solide, di idee forti e di strumenti per capire la complessità.

La proposta vuole sostenere nel tempo il piano di rilancio di un meraviglioso lungomare spesso dimenticato e svalutato, e contribuire a sanare la frattura tra la città e il quartiere Sant’Elia.
Approdi si interfaccia con il processo partecipato avviato dalle Istituzioni che hanno candidato, superando la prima selezione, la città di Cagliari come Capitale Europea della Cultura per il 2019.

La Festa promuove un’idea di arte interdisciplinare dove teatro, danza, musica, architettura e arte visiva sono così integrati da impedire una definizione precisa e univoca di ogni performance fino ad abolire le tradizionali barriere tra i codici.

La Festa propone lavori in cui gli spettatori sono chiamati ad essere parte attiva ed integrante dello spettacolo, come veri e propri interpreti cercando di inventare la propria versione della storia in modo da personalizzarla ricavandone una lettura originale. In questa prospettiva, lo spettatore è importante e determinante quanto gli attori, ed è per questa premessa e vocazione che grande attenzione è rivolta per lavori di comunità o progetti interattivi in cui il ruolo del pubblico non è ridotto alla mera osservazione, ma sconfina nel coinvolgimento diretto e attivo e nella costruzione del progetto stesso.

Il progetto “Approdi”, in linea con le modalità di cooperazione internazionale, nasce grazie ad una ampia rete di collaborazioni nazionali ed internazionali. In particolare, si inserisce nella rete nazionale di festival FINESTATE, che coinvolge le città di Bassano (Veneto), Andria (Puglia), Roma (Lazio), Terni (Umbria), Prato (Toscana). Il network sarà presentato, unitamente ai programmi dei singoli festival, in una conferenza stampa nazionale che si terrà a Roma il 24 Giugno 2013.

Tutte le azioni del programma, compresa la comunicazione, saranno realizzate secondo un criterio di sostenibilità ambientale, grazie anche alle specificità delle attività proposte, contribuendo ad instillare la cultura del rispetto dell’ambiente tra persone appartenenti a diverse generazioni.

Obiettivi del progetto

Obiettivo cardine del progetto è quello di indagare e sostenere il ruolo della cultura della danza nel processo di valorizzazione del capitale umano e delle risorse dei territori che abita. Elemento fondante è l’innalzamento della qualità della vita delle persone in relazione agli spazi in cui abitano. Il progetto mira a rinforzare la coesione sociale, cercando allo stesso tempo di innalzare gli orizzonti del contesto culturale locale tramite il confronto con realtà culturali diverse.
Ciò può avvenire creando un dispositivo di incontro tra artisti provenienti da aree differenti e pubblico. In un particolare momento di crisi e di collasso del contesto culturale locale e in una particolare area territoriale connotata da forte criticità sociale. Per queste ragioni, il progetto, si configura come di lunga durata e con una proiezione almeno decennale, dove la Festa di ottobre va a costituire un momento di raccordo tra precedenti percorsi sviluppati da Carovana nell’ambito del dialogo e della cooperazione interculturale e l’inizio di un percorso specificatamente dedicato al territorio di riferimento.
Saranno centrali le attività di coinvolgimento degli abitanti, da una parte attraverso le residenze artistiche in programma, in cui artisti locali ed internazionali avranno l’opportunità di incontrarsi ed interagire con la popolazione, dall’altra con il coinvolgimento attivo del pubblico in situazioni di arte urbana. Siamo in crisi nel tempo della crisi, è necessario cercare nuovi modi, modelli, stili  e valori consoni al tempo presente, altri modi di abitare, altre modalità di comunicazione, sostenibilità sociale e ambientale, di sviluppo e di trasporto, per riaffermare la vita con un nuovo stile.

Ornella D’Agostino e Alessandro Melis
Carovana S.M.I. –  Suono Movimento Immagine

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Category: figurine

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